Cinque cose da fare nudi…

Donna nuda sul letto

1) Dormire. Ovviamente non in tutto l’anno perché sfido chiunque a stare nel letto senza niente anche a dicembre. Però effettivamente stare tra le lenzuola senza pigiama quando possibile oltre a essere molto piacevole fa risparmiare sicuramente  in detersivo, visto che non avete nulla da lavare!

2) Prendere il sole. Il cosiddetto Naturismo di cui abbiamo già parlato in questi articoli consiste fondamentalmente nello stare al sole e all’aria senza abiti addosso, cosa che consente di far respirare la pelle anche in parti che normalmente resterebbero coperti. Sempre piacevole, comunque ricordate la protezione!

3) Fare sport. Esistono numerosi sport che si possono fare nudi, negli spazi dedicati. Si passa dalla pallavolo al basket, al calcio ovviamente. Esiste anche una gara di ciclismo svolta negli Stati Uniti, la World Naked Bike Ride che ovviamente è da farsi a proprio rischio e pericolo perché un po’ illegale! Ma lo spirito giusto è comunque quello degli antichi che facevano sport soltanto nudi. Per quanto mi riguarda non ho mai provato nessuna di queste cose, ma so di due particolari eventi di sport e benessere organizzati a Roma e Milano in piscina indoor durante la stagione invernale. Per quanto riguarda pesi e attrezzi, è ovviamente consigliabile utilizzare asciugamani perché… l’igiene è importante.

4) Benessere. Sauna e bagno turco sono attività per le quali non si dovrebbe utilizzare il costume perché potenziale ricettacolo di batteri. I massaggi sono sicuramente meglio in nudità completa per questione di circolazione, ma presuppongono spesso problemi di pudore che possono essere vinti con l’abitudine.

5) Yoga e Meditazione. Ammetto di non aver mai provato questa disciplina (tanto meno nudo) eppure chi ha provato questa variante afferma con sicurezza che i vestiti possono essere fonte di distrazione; praticare senza può aiutare a concentrarsi soltanto solo sul proprio corpo e la propria mente. Trovate alcune informazioni qui.

… e cinque cose da non fare mai:

1) Cucinare. Per ovvi motivi avere una fiamma addosso quando si è senza vestiti può essere doloroso!

2) Prendere il sole senza protezione. Anche la pelle più scura coriacea non ha la capacità di assorbire i raggi ultravioletti. Per esperienza personale, comunque, il sole secca la pelle, e genitali e capezzoli (per le donne) vanno protetti con ancora maggiore attenzione.

3) Andare in giro in luoghi non clothed-optional. La legge italiana non lo consente; se non volete passare la notte in cella io non ci proverei! E soprattutto bisogna essere sempre d’accordo con il prossimo per rispettarlo, e gli spazi adatti  esistono.

4) Arti marziali. Ok, lo sport si può fare senza vestiti, ma le parti delicate (testicoli o seno) io li proteggerei a prescindere!

5) Stare all’aperto in inverno. Ok, in Germania si fa tradizionalmente un bagno nudi nell’acqua ghiacciata, ma se non siete pronti ad affrontare una delle prove più difficili della vostra vita io ve lo sconsiglio vivamente!

Sesso, pubblicità e denaro

ragazza-nuda

Questo articolo è banale. Anzi, per meglio dire, questo articolo è quanto di più banale si possa leggere in rete. Eppure vorrei condividere con voi alcune considerazioni personali da me fatte ultimamente, tanto che sono arrivato quasi a considerarla un’illuminazione personale.

Camminando sulla banchina della metropolitana di Roma ho cominciato a guardare le pubblicità affisse sulle pareti. E ogni cartellone riportava almeno uno degli ingredienti:

- Una ragazza nuda o seminuda
- Una ragazza comunque vestita, ma con sguardo ammiccante, soprattutto se con qualche messaggio legato al sesso
- Qualcuno che presta o può comunque farti arrivare denaro
- Uomini muscolosi e/o a petto nudo

Lì non posso veramente affermare di essermi fatto delle domande, perché queste già erano presenti in me stesso da molto tempo: semplicemente ho avuto una sorta di illuminazione.  La pubblicità non è basata sul sesso, la pubblicità è sesso essa stessa: ci porta non solo a replicare metaforicamente le attività sessuali, ma accende alcune terminazioni nervose che potenzialmente sono le stesse legate alle attività preliminari, come l’occhio vago che fissa una persona che ci interessa, o la sensazione che proviamo quando desideriamo un qualcosa, che sia una persona, un cibo o del denaro.

Uomo nudo soldi

La pubblicità è desiderio: alla fine dei conti nessuno spot veramente spiega perché dovremmo volere proprio quel prodotto, ma nel marasma generale ce lo fa desiderare più di un altro analogo che magari vale di più.  Essa ricalca in parte i meccanismi magici dell’evocazione e della magia, poiché ci porta e ci conduce verso l’oggetto del desiderio. Provate a estraniarvi quando leggete un giornale, quando camminate per strada o durante uno spot pubblicitario, e fate le vostre riflessioni. Tra l’altro il potere della magia è la ripetizione (e quante volte rivediamo lo stesso spot?)

A mio avviso l’importante è proprio estraniarsi: rendersi conto razionalmente di ciò che si ha davanti ci aiuta a cadere meno nella rete poiché si attivano sicuramente altre terminazioni nervose. La scelta è fondamentale, la ragione d’obbligo.

P.S. Avete fatto caso che ho messo una ragazza nuda come immagine iniziale? Chissà se l’ho fatto solo per attirare la vostra attenzione…

Casa dolce casa!

Casa

In questo periodo ho avuto qualche problema a scrivere anche per il trasferimento (di nuovo!) nell’altra casa con mio fratello. Qualche considerazione? Ok!

Ritengo che a un certo punto della vita (di solito molto prima dei miei 35 anni suonati) abbia bisogno di trovare un proprio spazio. Il significato di tale luogo che si chiama casa è molto diverso da quello dell’origine. Posso dire che in questi giorni ho cambiato molto le sensazioni che provo nel rivedere la casa che potrò sempre dire sempre mia, quella dove ho vissuto fino ad ora, quella dove i miei genitori e mio fratello “piccolo” sono sempre pronti a invitarmi e chiedere di restare. Quando però trovi il tuo spazio, quello dove solo tu puoi decidere delle tue cose, anche se poi in effetti lo stai dividendo parzialmente con qualcun altro, provi una sensazione particolare che ti fa riconsiderare il luogo dove vivevi prima. Ora solo a casa “mia”, anche se effettivamente non è di mia proprietà, mi sento veramente a posto e so che devo tornare.

Non sono le cose che fanno la casa: è una sorta di affinità elettiva, forse lo sguardo che si dà fuori dalla finestra, forse i profumi, o forse lo spazio che si considera proprio. E a mio avviso non si può mai rinnegare il luogo che ci ha accolto nella prima infanzia e magari per parte della propria vita.

Poi ci sono moltissimi luoghi dove può fermarsi per un lungo periodo. E tra l’altro la vera mia casa, quella dove vivrò per il resto della mia vita certamente non l’ho trovata, anche se spero di trovarla presto. Poiché soltanto quando si entra e ci si innamora del posto, si sa che si passerà il resto della propria esistenza e non si vorrà vivere altrove allora si potrà dire di aver finalmente scoperto il proprio nido.

Smash Vivisection

Ribloggato da REWILD cruelty-free club:

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 Martedì 22 gennaio h. 20:30

Una serata informativa con video riguardo alla campagna storica per
chiudere il più famoso laboratorio di sperimentazione animale nel mondo:
HLS-Huntingdon Life Science

Cultura e intelligenza

culturaCultura e intelligenza sono la stessa cosa, in qualche modo corrispondono? O divergono profondamente? Non sono in grado di rispondere a una simile domanda, ma credo sia importante fare alcune considerazioni sull’argomento.

Intanto, come si può definire la parola cultura? Sicuramente esistono varie sfumature: cultura teorica e pratica sono aspetti estremamente diversi ma non per questo incompatibili. Imparare qualcosa che possa servirci nella vita di tutti i giorni non è da considerarsi inferiore rispetto alle scienze puramente “accademiche” per il suo valore intrinseco, anche se forse non tutti saranno dello stesso avviso. Allo stesso tempo il concetto che vorrei approfondire è legato alla relazione inversa: la cultura teorica a mio avviso può essere assolutamente utile, anche se di per sé non utilizzabile nella vita, a sviluppare le facoltà di comprensione del mondo, la sensibilità a certi discorsi che normalmente non sarebbero immediatamente raggiungibili con la logica “pratica”. Leggendo Dante, Schopenhauer, Nietzsche possiamo ampliare a mio avviso (o almeno a me sta succedendo questo) le nostre capacità di comprensione delle persone, delle cose e dell’Universo in senso lato.

Importante da dire, anche se forse per i più considerazione banale: non limito la cultura al libro: musica, cinema, teatro, pittura, fotografie, televisione di qualità sono importantissime forme di cultura. Cultura è espressione, cultura è partecipazione, parafrasando molto alla larga il testo di una canzone.

A mio avviso non è tanto la conoscenza che sviluppa l’intelligenza: essa nasce soprattutto in base alle capacità del soggetto pensante di utilizzare in modo capillare le informazioni ottenute per analizzarne di nuove, e quindi per sviluppare una coscienza critica. Ecco la relazione cultura-intelligenza. Io sto cercando di applicarla in questo senso, anche se ovviamente ci vorrà tempo!

Spero che queste considerazioni siano state gradite! A presto!

Buon anno nuovo… in ritardo!

buon_2013

Beh che dire, sicuramente è un po’ tardi per farvi gli auguri di buon 2013, però visto che ritorno da queste parti dopo un bel po’ di tempo mi sembra doveroso farlo, e per questo… lo faccio!

Che quest’anno sia pieno di sorprese emozionanti, di progetti sfavillanti, di grandi idee, evoluzioni, interessanti novità. Non voglio dire altro, solo sperare di essere qui con voi per condividere qualcosa!

Naturale è sano?

Frutta, cibo sano e naturale

Cosa c’è di più invitante di un cesto di frutta? Effettivamente poco altro è tanto rinfrescante e nutriente. Magari poi scopriremo, addentando una mela, che è piena di pesticidi e proprio questo ha fatto sì che fosse tanto bella e perfetta. Allora ciò forse ci convincerà che è  meglio una meletta piena di buchi, un po’ irregolare e con un vermetto che esce, piuttosto che una tossica perfezione.

Questo ragionamento l’ho portato avanti un sacco di volte, e pian piano nelle mie ricerche alimentari mi sono spinto in una serie di considerazioni sulla natura e sull’uomo. Quest’ultimo si è mosso nei secoli da uno stato di naturalità fino a un’evoluzione incostante, inizialmente lenta ma poi sempre più frenetica; tale processo lo ha portato quasi a fondersi con la tecnologia  divenendo “l’Homo technologicus, un ibrido di uomo e macchina, figlio dell’attuale crisi della scienza e di un mondo trasformato dalla tecnica” come lo descrive Longo nel suo libro. Per fare questo ha dovuto in parte rinunciare alla sua iniziale connotazione naturale: da semplice parte della natura, sotto forma di animale più evoluto, egli è successivamente divenuto patrono e condanna di Gaia e dei propri fratelli. Da una parte questo si è dimostrato un innegabile fattore di miglioramento della qualità della vita, aumentandone la durata; dall’altra però l’uomo ha perso la connessione con la “Grande Madre”, il sentimento di empatia nei confronti dell’Essere, la fusione con la Terra. Dalla Religione della Natura si è arrivati purtroppo alla paradossale Consacrazione irrazionale della Scienza.

Una parte di noi ha deciso comunque di rimanere il più possibile vicino a ciò che considera naturale. Cosa si intende però con questo termine? Il senso può essere inteso come “ciò che non è frutto di artificio”, quindi non è originato dalle mani e dalla mente dell’uomo. Un bel frutto, un paesaggio sono naturali; una Coca Cola, un palazzo sono artificiali. Siamo davvero convinti che ciò sia vero? Chiaramente non possiamo negare la seconda parte di questa affermazione, ma non possiamo essere sicuri che la nostra mela non sia frutto (gioco di parole…) di una selezione genetica e che il paesaggio non sia ben diverso da come l’aveva realizzato la natura.

Ragazza tra le mele

Non solo è difficile capire cosa è naturale, ma bisogna anche riflettere se sia necessariamente sano e giusto ciò che si considera tale: artificiale è la medicina, la contraccezione, la disinfezione; naturali sono molti veleni (funghi, serpenti), lo stupro (quanti animali lo praticano?) e la maggior parte delle malattie. Sia chiaro, non voglio affermare affatto che l’essere umano debba staccarsi dalla sua origine, anzi affermo il contrario: sono un convinto sostenitore del fatto che non possiamo e non dobbiamo staccarci dal nostro lato animale, anzi sostengo il “Naturismo” in senso lato, ovvero cercare di trovare la propria natura intima e  gioire del senso della vita senza rincorrere artificialità inutili. Eppure la mia riflessione principe è semplicissima: dobbiamo andare avanti con saggezza, liberarci dagli orpelli inutili ma accettare allo stesso tempo i doni che noi stessi ci facciamo sotto forma di tecnologia buona. Dobbiamo sempre farlo ascoltando l’istinto e non cedendo, però, alle facili lusinghe del lato oscuro della Scienza.