Naturale è sano?


Frutta, cibo sano e naturale

Cosa c’è di più invitante di un cesto di frutta? Effettivamente poco altro è tanto rinfrescante e nutriente. Magari poi scopriremo, addentando una mela, che è piena di pesticidi e proprio questo ha fatto sì che fosse tanto bella e perfetta. Allora ciò forse ci convincerà che è  meglio una meletta piena di buchi, un po’ irregolare e con un vermetto che esce, piuttosto che una tossica perfezione.

Questo ragionamento l’ho portato avanti un sacco di volte, e pian piano nelle mie ricerche alimentari mi sono spinto in una serie di considerazioni sulla natura e sull’uomo. Quest’ultimo si è mosso nei secoli da uno stato di naturalità fino a un’evoluzione incostante, inizialmente lenta ma poi sempre più frenetica; tale processo lo ha portato quasi a fondersi con la tecnologia  divenendo “l’Homo technologicus, un ibrido di uomo e macchina, figlio dell’attuale crisi della scienza e di un mondo trasformato dalla tecnica” come lo descrive Longo nel suo libro. Per fare questo ha dovuto in parte rinunciare alla sua iniziale connotazione naturale: da semplice parte della natura, sotto forma di animale più evoluto, egli è successivamente divenuto patrono e condanna di Gaia e dei propri fratelli. Da una parte questo si è dimostrato un innegabile fattore di miglioramento della qualità della vita, aumentandone la durata; dall’altra però l’uomo ha perso la connessione con la “Grande Madre”, il sentimento di empatia nei confronti dell’Essere, la fusione con la Terra. Dalla Religione della Natura si è arrivati purtroppo alla paradossale Consacrazione irrazionale della Scienza.

Una parte di noi ha deciso comunque di rimanere il più possibile vicino a ciò che considera naturale. Cosa si intende però con questo termine? Il senso può essere inteso come “ciò che non è frutto di artificio”, quindi non è originato dalle mani e dalla mente dell’uomo. Un bel frutto, un paesaggio sono naturali; una Coca Cola, un palazzo sono artificiali. Siamo davvero convinti che ciò sia vero? Chiaramente non possiamo negare la seconda parte di questa affermazione, ma non possiamo essere sicuri che la nostra mela non sia frutto (gioco di parole…) di una selezione genetica e che il paesaggio non sia ben diverso da come l’aveva realizzato la natura.

Ragazza tra le mele

Non solo è difficile capire cosa è naturale, ma bisogna anche riflettere se sia necessariamente sano e giusto ciò che si considera tale: artificiale è la medicina, la contraccezione, la disinfezione; naturali sono molti veleni (funghi, serpenti), lo stupro (quanti animali lo praticano?) e la maggior parte delle malattie. Sia chiaro, non voglio affermare affatto che l’essere umano debba staccarsi dalla sua origine, anzi affermo il contrario: sono un convinto sostenitore del fatto che non possiamo e non dobbiamo staccarci dal nostro lato animale, anzi sostengo il “Naturismo” in senso lato, ovvero cercare di trovare la propria natura intima e  gioire del senso della vita senza rincorrere artificialità inutili. Eppure la mia riflessione principe è semplicissima: dobbiamo andare avanti con saggezza, liberarci dagli orpelli inutili ma accettare allo stesso tempo i doni che noi stessi ci facciamo sotto forma di tecnologia buona. Dobbiamo sempre farlo ascoltando l’istinto e non cedendo, però, alle facili lusinghe del lato oscuro della Scienza.

 

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