Bruciare le navi per raggiungere i propri obiettivi


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Si racconta che Cortès, condottiero spagnolo, messo nella situazione di affrontare gli Aztechi in Messico, nel 1519, con meno di una dozzina di navi e poco più di 500 soldati, vide i suoi uomini titubare e chiedere la resa. La sua risposta fu una sola: chiese loro di distruggere le navi. Perché lo fece? Per non lasciare nulla di intentato e per non avere null’altro da desiderare che la vittoria.

E’una situazione molto diffusa: ci troviamo ad avere altre possibilità e rimanere sempre con la mente nel passato, nella zona grigia di comfort. Magari potremmo aprire un’attività, conoscere nuove persone, mentre la paura ci spinge a dire che in questo modo abbandoneremmo la certezza del passato, le sicurezze economiche ed emotive che ci mandano avanti. Ho avuto personalmente la possibilità di fare questa scelta, proprio di recente: il lavoro che facevo da 15 anni è finito, e io ho avuto la possibilità di fare un piccolo salto oppure provare una nuova strada, ovvero quella di un lavoro mio. La scelta che ho fatto riflette proprio la convinzione che, prima o poi, la vita ci pone per forza davanti delle scelte che fanno cambiare strada, e che se si tiene sempre la stessa rotta qualcosa accadrà per farla cambiare forzatamente.

Proprio per questo ho deciso di “bruciare le navi” dietro di me, di prendere una nuova strada e di lasciar perdere ciò che poteva essere una sicura e tranquilla vita per un altro po’ di tempo. Ciò che avrei perso, però, è quel forziere di esperienze che probabilmente farò senza l’appoggio di uno stipendio fisso.

Per questo suggerisco a tutti, prima o poi, di mettere da parte le proprie paure e fare il salto. Almeno una volta, provate a lasciar dietro tutto e inseguire i vostri sogni, perché non ve ne pentirete.

Sveglia presto e avanti con gli obiettivi


Sto leggendo, anche se non l’ho ancora finito, Miracle Morning di Hal Elrod. Fermo restando che prima o poi ne scriverò una recensione e parlerò dettagliatamente del libro, fino a questo momento mi si è chiarito uno dei concetti motivazionali più classici che avevo ben compreso da tempo ma non sono mai facilmente riuscito a portare avanti, ovvero “l’ora sacra”.

Un detto vecchio come il mondo recita “il mattino ha l’oro in bocca”. In pratica tutto ciò che facciamo nella prima ora del risveglio ha il potere di direzionare correttamente la giornata. Se ci alziamo molto presto  possiamo cominciare con una bella meditazione, un po’di attività fisica, la programmazione delle attività  (anche se effettivamente sarebbe meglio prepararla la sera). 

Qualche piccolo consiglio che io per primo cercherò di seguire per me stesso! 

  • Mettere la sveglia un’ora prima 
  • Togliera la funzione di snooze o posponi
  • Se possibile mettere la sveglia lontano dal letto. Ovviamente non tornare a dormire!
  • Utilizzare lampadine temporizzate come Philips Hue. Si tratta di luci connesse alla rete e con opzioni personalizzabili come appunto l’accensione a un’ora definita
  • Un aiuto può essere il caffè nelle macchinette moka elettriche a tempo come Alicia De Longhi. La fragranza ci coccola!
  • Una doccia fredda d’estate tonifica.  D’inverno uccide ma quello è un altro conto! 
  • L’esercizio fisico risveglia tutte le cellule del corp0. Certo d’inverno come ora è più difficile ma basta una leggera ginnastica da camera.
  • Non attaccatevi subito allo smartphone. Prendere il tempo di aprirvi alla giornata e al mondo. 
  • Frasi motivazionali: ripetere a se stessi che possiamo farcela ci “gasa” e collabora a rendere più facile l’avvio.
  • Bere un bicchiere d’acqua e limone aiuta a cominciare megliola giornata e porta purificazione negli organi .

    La cosa più importante da tenere a mente è che l’ora sacra andrebbe dedicata a tutte le attività più importanti al raggiungimento dei propri obiettivi. Questo perché il corpo e lo spirito sono più sintonizzati e pronti a eseguire attività grazie alla freschezza e all’energia che in altri momenti della giornata non si hanno facilmente. 

    Vi auguro di trovare una buona abitudine mattutina e di trovare anche voi la vostra ora sacra!

    Poison (Rita Ora) – perché mi ha colpito


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    Lo ammetto: la prima volta che sono rimasto colpito da Rita Ora è stata quando ho visto il video della campagna pubblicitaria di Tezenis, dove il perfetto corpo della cantante inglese dalle origini kosovare era coperto solo da un intimo decisamente conturbante. Il video presenta, oltre alla sensuale danza di Rita illuminata da luci stroboscopiche, una colonna sonora basata su uno degli ultimi suoi successi, il singolo Poison:

    Ho avuto così la curiosità di andarmi a vedere il video completo e originale della canzone. Non è stato difficile, trovandosi esso sul suo canale originale VEVO di Youtube:

    Andando oltre la canzone, di cui non andrò a giudicare la qualità (confesso che spesso me la risento, il che è particolare visti i miei gusti musicali ben diversi rispetto a questo genere) scriverò in merito a ciò che mi ha colpito del video stesso e del testo della canzone.

    Il video racconta la storia di una ragazza semplice, che passa la giornata con i suoi amici (in Italia diremmo la sua “comitiva”) parlando e ascoltando musica. La ragazza viene a sua insaputa fotografata da un losco individuo; quando uno dei suoi amici glielo fa notare (lei sembrerebbe intenzionata a cacciarlo con la forza)  il fotografo le lascia il suo nome scritto sulla mano. La ragazza lo raggiunge intenzionata a saperne di più, e si ritrova suo malgrado catapultata nel mondo della moda: inizialmente in modo assai goffo e poi sempre più a suo agio, diventa una fotomodella affermata in un crescendo di servizi fotografici, acconciature originali e feste.

    Quando rincontra il suo amico, di lui si nota lo sguardo perso e stranito. Il fotografo gli allunga una banconota e lui se ne va sconvolto. Lei guarda il ragazzo e capisce che forse non appartiene a questo mondo così falso e dove la ricchezza non vale poi la sincerità.

    A questo punto la morale sarebbe immaginabile: lei tornerà da lui e… vissero tutti felici e contenti? In realtà c’è un colpo di scena che spiegherò a fine dell’articolo. Per ora una veloce scorsa al testo della canzone, con relativa traduzione, tratto da SoundsBlog:

    Rita Ora, Poison, Testo originale

    [Verse 1]
    I could have beer for breakfast, my sanity for lunch
    Tryin’ to get over how bad I want you so much
    Innocence for dinner, pour somethin’ in my cup
    Anything and everything just to fill me up
    But nothing ever gets me high like this

    [Hook3]
    I pick my poison and it’s you
    Nothing can kill me like you do
    You’re goin’ straight to my head
    And I’m headin’ straight for the edge
    I pick my poison and it’s you
    I pick my poison and it’s you

    [Verse 2]
    I can feel your whisper and layin’ on the floor
    I tried to stop, but I keep on comin’ back for more
    I’m a lightweight and I know it
    Cause after the first time I was fallin’, fallin’ down
    But nothing ever gets me high like this

    [Hook3]

    [Bridge5]
    I love bittersweet ecstasy that you got me in
    Fallin’ deep, I can sleep tonight
    And you make me feel like I’m out of my mind
    But it’s alright, it’s alright, it’s alright

    Bittersweet ecstasy that you got me in
    Fallin’ deep, I can sleep tonight
    And you make me feel like I’m out of my mind
    But it’s alright, it’s alright, it’s alright
    Nothing ever gets me high like this

    [Hook3]

    Rita Ora, Poison, Traduzione

    Potrei avere birra per la prima colazione, la mia sanità mentale per pranzo
    Cercando di smettere di pensare a quanto ti voglia intensamente
    Innocenza per cena, verso qualcosa nella mia tazza
    Nulla e tutto solo per riempirmi
    Ma nulla mai mi fa andare su di giri come questo

    Scelgo il mio veleno e sei tu
    Nulla può uccidermi come fai tu
    Vai dritto per la mia testa
    E sto andando diretto verso il ciglio
    Scelgo il mio veleno e sei tu
    Scelgo il mio veleno e sei tu

    Posso sentire il tuo sussurro e mi distendo sul pavimento
    Ho cercato di fermarmi, ma io continuo a ritornare per avere di più
    Sono una persona di poco valore e lo so
    Perché dopo la prima volta sono crollata, crollata
    Ma nulla mi sballare come questo

    Amo l’estasi agrodolce che mi hai profuso
    Scivolando profondamente, posso dormire stanotte
    E tu mi fai sentire come se fossi fuori di testa
    Ma va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene

    Amo l’estasi agrodolce che mi hai profuso
    Scivolando profondamente, posso dormire stanotte
    E tu mi fai sentire come se fossi fuori di testa
    Ma va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene
    Nulla mi manda più su di giri di questo

    Ho preso il mio veleno e sei tu
    Nulla può uccidermi come fai tu
    Vai dritto per la mia testa
    E sto andando diretto verso il ciglio
    Ho preso il mio veleno e sei tu
    Ho preso il mio veleno e sei tu

    Quanta gente sceglie per sé qualcosa che apparentemente è così “agrodolce” eppure è un veleno che la porta all’autodistruzione? A me sembra un modo di pensare estremamente comune, dato che conosco tantissime persone che si lamentano della propria situazione quasi non fosse derivante da scelte proprie mentre invece il “veleno” e la negatività non derivano da altre colpe che da quello che potrebbe essere un po’ di autolesionismo e forse masochismo. Sarà che il sadomasochismo è tornato di moda (vedi “50 sfumature di grigio”, dove tra l’altro Rita Ora recita una parte) ma sia uomini che donne sembrano voler passare le proprie giornate a soffrire, a lamentarsi e a farsi “tirar su” proprio da relazioni sbagliate.

    Vogliamo vedere come va a finire?

    La ragazza si pente, cerca il suo amico (probabilmente si è resa conto di essere innamorata di lui) e lo trova seminudo, durante un servizio fotografico che il biondo lascivo sta portando avanti. Lui si rende conto di aver sbagliato mentre lei scappa… sentendosi una stupida. Un finale amaro, ma forse inevitabile.

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    Link

    Naturismo 3 – Cinque posti dove è possibile andare nudi


    Naturismo 3 – Cinque posti dove è possibile andare nudi

    Renoir - Le Bagnanti

    Renoir – Le Bagnanti

    Dopo aver conosciuto cosa sia il Naturismo e aver curiosato su alcune cose che si possono fare agevolmente nudi, in quest’articolo conosceremo cinque luoghi nel mondo dove è possibile stare nudi in pubblico. Buon viaggio!

    1) Bardolino (Verona, Italia) – Festival del BodyPaint

    Hollywood - Italian Bodypaint Festival

    Hollywood – Italian Bodypaint Festival

    Ebbene sì, partiamo dall’Italia. Ogni anno verso metà luglio si svolge sul Lago di Garda un festival che vede come protagonisti i migliori painters del corpo. In questo contest i modelli vengono pitturati addosso, nudi o al massimo con un paio di slip addosso. Oltre a una incredibile forma di arte è un’occasione che hanno le persone per girare… come mamma le ha fatte o quasi!

    P.S. Se l’argomento è di vostro interesse scrivetemi: lo approfondirò in un prossimo articolo.

    2) Colina Do Sol (Brasile)

    Villaggio Naturista di Colina Do Sol, in Brasile

    Villaggio Naturista di Colina Do Sol, in Brasile

    Il villaggio naturista “Collina del Sole” si trova nel Brasile del Sud e rappresenta una vera e propria esperienza condivisa di naturismo. Ogni attività si svolge all’aperto senza portare vestiti addosso; è possibile praticare sport, nuotare in piscina, ma è diverso rispetto ad altri villaggi naturisti (come quelli in Croazia) per il fatto che alcune persone vi vivono permanentemente. Per esempio Carina Moreschi, che gestisce il sito Brasil Naturista, nel documentario Carina, Extasy of Existence ci racconta come ha vissuto un lungo periodo della sua vita senza indossare mai vestiti (o quasi mai, visto che ogni tanto è tornata alla civiltà ordinaria).

    3) Central Park (New York, Stati Uniti)

    Ragazza in Topless - New York

    Pochi lo sanno, ma a New York non è proibito alle donne stare in topless all’aperto. Oltre al fatto che non sempre le temperature lo consentono, alcune donne hanno formato The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society, un’associazione in cui i membri si riuniscono per portare avanti la passione della lettura e… del naturismo. Nei parchi è solo topless: il nudismo lo praticano soltanto nelle loro case e piscine private, oltre che in alcune biblioteche!

    4) World Naked Bike

    La corsa nuda in bicicletta

    La corsa nuda in bicicletta

    Questa pazza gara si svolge in diverse città del mondo. Diverse centinaia di atleti girano in bicicletta… senza nulla addosso! Alcuni si dipingono nei modi più disparati mentre altri vanno soltanto in costume da bagno; l’importante è però porre attenzione (questo lo spirito della gara) sulle emissioni inquinanti dovute alla combustione del petrolio. In Italia l’ultima volta l’evento si è svolto a Torino in un’atmosfera festosa e divertente!

    5) Ristorante The Bunyadi (Londra, Regno Unito)

    Ristorante Nudista a Londra

    Ristorante Nudista a Londra

    Se la vostra maggior aspirazione è mangiare nudi, potete prenotare (con lunghi tempi di attesa) al ristorante naturista The Bunyadi dove è possibile sedersi ai tavoli e consumare i pasti completamente nudi. Il posto sembra molto intrigante (sicuramente non molto economico…). Grande la scelta di piatti vegan, ma dubito che qualcuno andrà appositamente per questo!

    La papaya e le sue proprietà 


    L’unico frutto dell’amor… non era proprio questo quello decantato dall’opera musicale ma effettivamente la Papaya contiene una serie incredibile di proprietà interessanti che rendono questo frutto tropicale d’origine americana (tanto che gli indios lo offrirono ai coloni spagnoli) un incredibile tesoro nutrizionale.

    Pur essendo molto costoso (l’altro giorno ho visto che sfiorava i 5 euro al Kg)  è particolarmente utile tenere in considerazione di comprarlo e consumarlo periodicamente. Come l’avocado (un po’meno complicato rispetto a questo,  in effetti) non è facile tirarne fuori una  centrifuga vista la solida consistenza. Dopo averla sbucciata, però,  potete mangiare sia la polpa che i semi. Vediamo qualche proprietà interessante. 

    Il frutto contiene una sostanza, la papaina, che migliora le qualità digestive dello stomaco. La grande quantità di sali minerali e vitamine supera quella dei frutti più comuni, tanto che all’epoca era utilizzata per combattere lo scorbuto, assieme agli agrumi.

    Molte le proprietà antitumorali, soprattutto in forma meno matura (verde e più piccola) anche se con un sapore assai meno gradevole. 

    Potente la capacità del frutto di rendere meno aggressivi i radicali liberi, causa di invecchiamento precoce di tessuti e organi. Inoltre le placche di colesterolo, principale causa di ictus e altre gravi malattie cardiocircolatorie, sono ridotte dal consumo frequente di questo frutto. 

    Le priorità positive dell’alimento sono esaltate dalla fermentazione: potremo trovare diversi integratori in polvere (disidratati) nelle erboristerie.

    L’unica piccola controindicazione è data dal consumo costante dei semi: avendo potere contraccettivo per gli uomini,a lungo andare si potrebbe verificare una temporanea infertilità. 

    Che ne dite di cominciare a provare il fantastico frutto? Anche io voglio farlo, dato che non potrà che farmi bene! 

    Immagine Creative Commons

    La guerra è dentro di noi


    Il pensiero dell’occidentale medio, cresciuto in mezzo a una sorta di finta pace simile a un cuscinetto di bambagia è presto detto: la guerra è male e nessuno deve permettersi di togliere la vita a un altro essere umano. Gli altri paesi facciano come vogliono: la lacrimuccia scende durante il telegiornale ma si è già asciugata prima della fine della pubblicità del panettone. I ricordi del Secondo Conflitto sono ormai troppo lontani, e i reduci sempre in minor numero e più anziani.

    Il terrorismo, soprattutto nelle sue ultime comparse in Francia e Germania ha gelato gli spettatori ricordando che se le vittime ci sono a noi  più vicine allora la tragedia è immediatamente riconoscibile come più tremenda da affrontare. Non si parla di numeri ma soltanto di meccanismi mentali e mediatici.

    La cosa che più mi colpisce è però analizzare altre consuetudini umane, ovvero quelle legate al micro gruppo della famiglia e della struttura della locale società. 

    Finché vediamo dall’esterno avvenimenti di violenza più o meno grave, fisica e psicologica, li condanniamo senza remore; un talebano o un guerrigliero dell’ISIS è “il male” e da fermare senza alcun dubbio. Quando però la violenza si accende al semaforo con un clacson che anticipa l’automobilista davanti a noio la vessazione di una ragazzina cicciottella il tutto rientra nell’ambito del meno grave, del trascurabile. 

    Una violenza nell’ambito della famiglia è sempre esecrabile, anche senza la presenza di armi o di un conseguenze gravi. Temo che in alcuni, casi per conservare l’integrità della struttura familiare in caso di danneggiamento dell’anello debole della catena  (si parla di calci e pugni come anche di vessazione psicologica reiterata nel tempo ) si finisca per giustificare atti che di accettabile hanno poco o niente.

    Ritengo che la guerra, la minaccia e la tortura così come l’omertà mafiosa e la codardia siano manifestazioni estreme di piccoli abbozzi e canovacci già presenti nelle comunità, nei condomini e nella massima rappresentazione della civiltà come la conosciamo, la famiglia. 

    Possiamo agire per rappresentare elementi etici come la cavalleria, la fede e il coraggio già agendo a piccole dosi. Le trasformazioni da noi causate e proposte agiranno a due livelli, ovvero nel nostro piccolo e anche macroscopicamente, perpetrando un miglioramento apparentemente invisibile ma al contrario utile anche in un non troppo prossimo futuro.

    Qualche breve riflessione per l’anno nuovo


    “Caro amico ti scrivo” cantava Lucio Dalla nell’ormai classico “L’anno che verrà”. Ognuno,  tra un bicchiere di spumante e un piatto di lenticchie si è ritrovato a fare le sue riflessioni sullanno 2016 appena passato e il 2017 appena iniziato.

    Ogni anno che viene è un’incognita per tutti, benché qualche complottista affermi che tutto sia già deciso e chi cicrede si rimetta alle decisioni dell’Inquilino del piano di sopra. Eppure la maggior parte della gente prende questo giorno come punto di riferimento per i piani, le speranze, le promesse e gli impegni. Finiscono sempre tutti dopo poco, come mai? 

    Il problema vero è che capodanno è solo una convenzione: si potrebbe cominciare il cambiamento anche, per esempio, , il dodici di aprile (o magari anche questa data per qualche motivo è importante per voi? Il cambiamento non si può programmare, anzi non si deve. 

    Prendete i vostri desideri più reconditi, quelli che vi portate dietro da una vita. Cominciare a meditare potrebbe essere un ottimo modo per consentire alla vita e ai desideri stessi di fluire. Da una parte impegnatevi con tutti voi stessi, agite, non perdete tempo! Dall’altra però non rifiutate il cambiamento, le sfide (e “sfighe”) perché sono queste che vi consentiranno di crescere, maturare spiritualmente  e di portare avanti i vostri sogni. 

    Accade solo ciò che deve accadere…

    Buon anno e che i vostri desideri si realizzino!