Topfree – La libertà di mostrare il Capezzolo


Nutrimento al seno  - da wiredfornoise

Nutrimento al seno

La società attuale soffre di una sorta di amore-odio-fobia per un elemento che ci caratterizza sin dalla prima infanzia: il seno femminile. Da una parte i maschi lo idolatrano, lo cercano e per loro è un elemento fondamentale dell’attrattiva sessuale di una donna. Dall’altra per le donne è simbolo di maternità e di dolcezza.

Anche se da tempo le donne mostrano il seno al mare senza più grande pudore (la faccenda è accettata ormai in moltissime spiagge) e perfino in televisione si vedono seni nudi, in generale in luoghi pubblici è estremamente differente un petto maschile da uno femminile: dove il primo è tranquillamente visibile anche per le strade, il secondo sarebbe tacciato di volgarità se non di reato.

Eppure il Topfree Equal Rights Association (TERA) sta portando avanti la sua battaglia di classe delle donne per uguale libertà rispetto agli uomini di mostrare il proprio petto. Questo senza alcuna componente erotica: una donna ha un petto che deve poter essere svelato, non esibito. Non, insomma, con finalità seduttiva.

Outdoor topfree

Due ragazze a petto nudo in un parco di New York City

Il movimento TopFree ha rivendicato il diritto della donna tramite alcune manifestazioni, azioni dimostrative (incursioni a seno nudo delle rappresentanti) o semplici camminate nella città nelle stesse condizioni in cui si sarebbe trovato un uomo. Ovviamente spesso è seguito l’arresto (come in Canada o negli Stati Uniti) ma nel 2000 Linda Meyer, nella British Columbia, vinse una causa per cui nell’intero stato è divenuto lecito il topfree.

Protesta in topless

Protesta in topless

L’altro lato della lotta è quello per cui ogni mamma deve aver diritto (ma ormai almeno in Italia è abbastanza assodato) di nutrire senza farsi troppi scrupoli il proprio bambino al seno in pubblico. E questo secondo me è un aspetto molto importante, anche che ammetto che mi è difficile non girare lo sguardo, forse per pudore, quando vedo una scena simile.

Così il capezzolo diventa oggetto di culto, ricorda un po’ la propria infanzia ma è anche un estendere la propria personalità. I capezzoli ricordano un po’ gli occhi… ma qui sto facendo un po’troppa psicanalisi da quattro soldi!

Non voglio ignorare una delle proteste, stavolta la nudità è completa e forse l’argomento è un po’ diverso, ovvero quello della ventenne egiziana Aliaa Magda El Mahadi che ha mostrato  se stessa senza veli per combattere la censura, che in un paese come l’Egitto non può che considerarsi pericolosa verso la dignità umana. Ma forse superare in questo modo il punto di rottura potrebbe essere perfino controproducente.

Alia Magda Al Mahdi censored

Qualcuno afferma addirittura possa trattarsi di un falso, qualcun altro che sia solo la manifestazione di una ragazzina esibizionista. Eppure la libertà è anche questo: non essere presi sul serio.

Una risposta a “Topfree – La libertà di mostrare il Capezzolo

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