Il blog Cocacolla chiude


La Censura ha colpito ancora. Stavolta non c’entrano politica, sesso, violenza o altre motivazioni di contenuto, ma soltanto un nome, considerato lesivo per un marchio.

Golia stavolta ha sconfitto Davide.

Il blog CocaColla, nato circa due anni fa e riferimento per Arte, Design, Musica e Cultura sulla Rete, chiude per la semplice assonanza del suo nome al noto marchio di bevande gassate. Una lettera dell’azienda americana ha intimato di annullare la registrazione del marchio ai gestori del sito, i quali hanno, su consiglio del loro avvocato, deciso di chiuderlo.

A parte l’ovvio dispiacere per chi è riuscito a creare contenuti originali e attirare un pubblico “di nicchia”, la mia semplice domanda è: perché una multinazionale ha bisogno di questo tipo di azione verso chi evidentemente non può crearle danno economico di alcun tipo? Ai discorsi ovvi sullo strapotere della Coca-Cola Company e le sue note ingiustizie sui lavoratori unite allo strapotere sull’ambiente (magari ne parlerò in un articolo futuro) si aggiunge anche l’aggravante della censura. L’azienda ha paura?

Il sito riaprirà sicuramente sotto altre sembianze. E a noi dispiace rischiare di perderlo di vista, perciò aderiamo alla campagna #supportcocacolla su Twitter e chiediamo di condividere questa causa perché siamo contro la Censura comunque e dovunque.

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