Rossella Urru e gli altri italiani rapiti


Rossella Urru

Rossella Urru

Ultimamente, grazie al risalto mediatico dato da Geppi Cucciari e Fiorello in TV e su Twitter abbiamo sentito molto il nome di Rossella Urru. Questa ventinovenne oristanese, cooperante per il  Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli,  è stata rapita in Algeria, a Rabuni nell’ottobre scorso. Da allora poche notizie, oltre al fatto che sta bene. Ma è chiaro che alla famiglia non possa bastare una conferma del genere.

Oltre all’enorme partecipazione che posso dare alla sua famiglia e ai suoi amici, oltre ovviamente ai suoi colleghi, ho avuto una serie di impressioni su tutta la faccenda.

Primo, di questa coraggiosa persona non si era sentito parlare prima di quella sera in televisione. Ciò significa che, in pratica, una frase su Rai Uno risveglia le coscienze più di qualsiasi altra cosa? Peccato che duri molto poco, come ogni “risveglio”. Il tag #freerossellaurru su Twitter per un paio di giorni ha avuto una risonanza altissima, poi è stato sostituito da altri avvenimenti come la morte di Lucio Dalla e Germano Mosconi.

Secondo, Rossella non è l’unica persona italiana rapita attualmente all’estero. Ce ne sono altre, per le quali ho cercato qualche informazione. Vediamo chi è nelle stesse condizioni.

Bruno Pelizzari Deborah Calitz, velisti residenti in Sudafrica, nell’ottobre del 2010 sono stati rapiti dai predoni somali mentre navigavano con la loro imbarcazione a vela nell’Oceano Indiano assieme allo skipper inglese Peter Eldrige, che per sua fortuna è riuscito a scappare. Oltre a una drammatica telefonata ai parenti le loro condizioni sono attualmente sconosciute. Una descrizione più accurata della loro storia su LiberoReporter.

Maria Sandra Mariani, turista, rapita il 2 febbraio nel deserto dell’Algeria come Rossella e tenuta probabilmente da Al Quaeda in Mali. E’riuscita a comunicare tramite uno straziante messaggio audio in francese alla televisione Al Arabiya. La sua storia si è incrociata con la morte di Osama Bin-Laden. Su di lei però da parte della Farnesina c’è cauto ottimismo. Sul Corriere.it un articolo sul suo rapimento.

Franco Lamolinara, lavoratore per una società di costruzioni, è stato rapito assieme a un collega britannico in Nigeria da un commando di Al Quaeda il 12 maggio 2011. Un video diffuso sempre dal gruppo terroristico li mostra legati e bendati, circondati da terroristi armati.
UPDATE DI 08/03/2012: Purtroppo Franco è stato ucciso durante un tentativo di liberazione inglese assieme all’altro prigioniero e collega.

Il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan, è stato rapito nel mese di gennaio di quest’anno con un collega olandese mentre lavorava per la Welthungerhilfe, che aiuta le popolazioni colpite da inondazioni. Sono stati prelevati a forza da un gruppo di uomini incappucciati e armati e portati in località ignota come descrive Il Fatto Quotidiano.

Questi, come altre persone che per motivi diversi si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, ora sono nelle mani di truci organizzazioni e individui probabilmente senza scrupoli. Il mio dubbio rimane: perché di loro si è parlato ben poco e di Rossella Urru sì? Qual è il motivo che rende l’informazione così parziale e che direziona i canali? Semplicemente l’interesse si focalizza facilmente, ma sparisce altrettanto velocemente.

Spero che questo articolo, come lo è servito a me leggere le fonti delle informazioni, serva a ricordare che dobbiamo sempre essere svegli, informati, e mai fermarci alla prima informazione che arriva: dobbiamo evitare di seguire un canale di informazioni spinti solo dall’emozione del momento. L’anima trasporta le persone, ma la mente li deve guidare cautamente e risolutamente a cercare la verità. Non dimentichiamo mai le guerre, le morti bianche, la povertà e tutto ciò che succede intorno a noi. Non consideriamo i bambini che muoiono di fame una cosa “normale e inevitabile”. Tutto si può combattere, l’importante è essere informati e indipendenti. Sempre.

Una risposta a “Rossella Urru e gli altri italiani rapiti

  1. Erania Pinnera

    Ciao Gabri. Se posso dire la mia, purtroppo è anche una questione di sensibilizzazione delle masse, dei media e dell’opinione pubblica.
    Le persone che ruotano attorno alla famiglia Urru si sono mobilitate e hanno messo in moto un tam-tam che non tutti riescono o vogliono accendere.
    Non è facile spostare l’attenzione, nel nostro Paese, dalla farfallina di Belen a fatti ben più gravi, come i nostri connazionali rapiti all’estero.
    “Quelli” di Rossella Urru ci sono riusciti, e sono molto contenta di farne parte, non solo da sarda. Ah, a proposito: l’opzione “etnica” in questo caso è entrata in gioco, ma ridurre tutto il movimento attorno a Rossella a questo mero fattore sarebbe decisamente molto riduttivo.

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