Dedicato a Matteo Armellini


Matteo Armellini

L’ennesima morte bianca che mi avrebbe seppur colpito comunque non stupito rispetto alle tante che purtroppo colpiscono i giovani.

Lui aveva la stessa età di mio fratello.

Faceva lo stesso lavoro di mio fratello.

E’morto per un lavoro che forse amava (come ho letto) ma per il quale aveva comunque dimostrato grandissima professionalità.

Non è possibile morire per lavoro nel 2012. Perdere la vita in un luogo, dove si sarebbe svolto il concerto, che dovrebbe essere fonte di divertimento e gioia.

Matteo, non ti ho conosciuto. Ma spero che diffondere la notizia della tua morte          partecipi a sensibilizzare tutti su questo Mostro che ogni anno causa la morte nel mondo di 2.000.000 di persone. La colpa (magari non in questo caso) è talvolta anche nostra, che accettiamo per abbassare i costi delle merci condizioni disumane e non sicure per i lavoratori delle aziende. Spesso è semplice disattenzione. Talvolta ancora menefreghismo.

Che Matteo sia l’ultima vittima professionale. Che il suo nome e la sua memoria siano di stimolo per quelli tra noi che possono migliorare la situazione nelle aziende in cui lavorano.

Anche se non ci crederò mai tanto facilmente.

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