Naturismo 1 – Un’introduzione al fenomeno


Naturista Hippy

Il naturismo, fenomeno profondamente antico ma riscoperto nella civiltà moderna da non più di 150 anni, è sicuramente uno degli aspetti umani che più si possono dire ambigui. Intanto vorrei dire che sto parlando del naturismo nel senso più generale, e non soltanto del “nudismo” che è uno dei suoi possibili ma non indispensabili riflessi.

Il naturismo come ritorno alla natura comprende diverse sfaccettature: si va dal liberarsi dei vestiti considerati come orpelli imposti dalla società, a un ritornare in località meno toccate dal cemento e asfalto e quindi alla vita all’aperto; dall’eliminare alcune convenzioni sociali ritenute “artificiali” al riprendere un’alimentazione naturale e meno industriale.

Per quanto mi riguarda mi sono avvicinato al fenomeno con occhio critico ma curioso. La figura dell’Hippy anni ’60 è sempre stata f0nte di ispirazione perché tentava il mio lato più artistico. Il resto venne da sé.

L’aspetto che più si dovrebbe tenere in considerazione è il “benessere” del corpo correlato allo spirito. Intanto il corpo ha bisogno della luce del sole per sviluppare la Vitamina D, indispensabile all’assorbimento del Calcio. Ciò fa sì che mettere il proprio corpo a contatto col sole sia qualcosa di utile e beneficio. Ovviamente ciò esula l’aspetto “di nudità” visto che è sempre possibile farlo senza esporsi completamente, ma questo è per sottolineare che abbiamo bisogno di un continuo contatto diretto con gli elementi: acqua, terra, fuoco (sole) e aria e ciò si manifesta meglio senza impedimenti.

La sensazione che può dare un bagno nell’acqua o il vento che scivola sul corpo è innegabilmente piacevole e riporta più vicini all’origine. Camminare a piedi nudi, seppur quasi impossibile a causa della presenza di ostacoli dannosi ai nostri piedi è però senza dubbio qualcosa che ci riavvicina ai nostri antenati che   avevano un maggior contatto con la Madre Terra.

Il benessere inoltre deriva anche dal nutrirsi di sostanze possibilmente meno inquinate dall’intervento umano: niente cibi lavorati, frutta e verdura biologici (ovvero fondamentalmente prive di sostanze dannose) e soprattutto crudi. Il Crudismo, a mio avviso, è molto legato al Naturismo.

Nel mondo ci sono numerosissime comunità che hanno deciso di vivere in questo modo. In Brasile, dove questa modalità è molto diffusa, è nata perfino una comunità dove tutti possono vivere perennemente a contatto con la natura ma senza perdere il rapporto con gli altri esseri umani, e quindi evitando isolamento. In Italia, purtroppo, ciò si limita alle spiagge dove è possibile semplicemente prendere il sole senza costume, e che spesso viene interpretato (talvolta senza nemmeno sbagliare) come dimostrazione di voyeurismo ed esibizionismo. Negli Stati Uniti invece il fenomeno è legato in alcuni casi perfino al Cristianesimo, in comunità che vogliono riportarsi allo stato naturale  di Adamo ed Eva nell’Eden.

Per il resto che dire… sarebbe bello per quanto mi riguarda trovare una zona incontaminata e fare una sorta di eremitaggio ritornando a uno stato “primitivo”. Ovviamente per un breve periodo (non gradirei un allontanamento definitivo dalla modernità”). Sarebbe interessante avere un bel lago, sdraiarsi all’aria senza impedimenti, mangiare soltanto erbe e radici. Magari condividere anche con qualcuno quest’esperienza. Per ora togliermi qualche rara volta il costume al mare e sentire l’aria che massaggiava il corpo e tuffarsi senza impedimenti è stato un elemento interessante ma sicuramente visione parziale. Sono immerso nella tecnologia, cammino ogni giorno in una città piena di smog e il massimo che posso concedermi è un parco cittadino (quello della Valle della Caffarella) che seppur bellissimo non concede altro che sdraiarsi su un asciugamano a prendere il sole avendo però a vista la grande città. Chissà se un giorno potrò migliorare un po’questo aspetto.

E voi, cosa ne pensate? Fatemi sapere cosa pensate di questa tematica e commentate, positivamente o negativamente che sia.

3 risposte a “Naturismo 1 – Un’introduzione al fenomeno

  1. articolo interessante e riflessioni molto gradevoli da condividere.

    mi verrebbe da aggiungere come “pratica naturista” quella del respiro.
    la maggior parte di noi non è consapevole di respirare, e respira in maniera automatica, non molto naturale.. spesso anche per difesa dall’aria avvelenata.

    probabilmente anche il riprendere il contatto con uno dei gesti più frequenti della nostra vita è naturismo. forse uno dei modi più semplici per iniziare a confonderci un po’ con il tutto.
    e potrebbe essere solo l’inizio: potrebbero seguirne ad esempio la ricerca dell’ascolto del proprio battito cardiaco, o della propria deglutizione.

    due modi compenetranti di ricercare la fusione nella natura: il contatto esterno (sensoriale ed emotivo) di cui parli nell’articolo… e il contatto interno, speculare al primo.

    • Grazie! debbo dire che trovo anche questo tipo di esercizio, da te suggerito, molto interessante, e indispensabile a inseguire la natura, soprattutto la propria natura.

  2. Pingback: Naturismo 2 – Capocotta – Il Naturismo a Roma | Il Blog di Gabriele Aielli

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