La Zona Grigia


Esiste una regione tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. E’ la dimensione dell’immaginazione. E’ una regione che potrebbe trovarsi… ai confini della realtà

In realtà questo articolo non riguarda mistero o telefilm, ma il mio era un semplice e ironico modo per introdurre un argomento fondamentale nelle teorie di miglioramento personale: la Zona GrigiaZona di Comfort.

Per quanto mi riguarda, questa è qualcosa che si deve combattere con forza. Le mie giornate sono spesso basate sulla stessa identica impronta: mi alzo sul presto, mi preparo, esco, arrivo al lavoro. Prendo il mio caffè, poi comincio le mie attività. Pranzo a orario fisso, e il pomeriggio si riprende a lavorare. Due volte a settimana palestra, oppure doccia, poi cena. Se mi va scrivo qualcosa sul blog oppure leggo una ventina di pagine del mio libro preferito e vado a dormire.

Ognuna di queste azioni corrisponde un po’a recitare un copione: non c’è nessuna sorpresa. E’comune uno stato costante di bassa emotività, dovuta principalmente a poche piccole varianti: qualche risata davanti a una commedia in TV, una chiacchierata con i colleghi, ogni tanto vedermi con la mia ragazza.

Il copione in parte è voluto, in parte “imposto dalla società”. Che succederebbe se io uscissi prima dall’ufficio senza avvisare? Oppure mi mettessi a cantare in mezzo alla strada? O, in generale, cambiassi completamente programma facendo qualcosa di imprevedibile? Sarebbe insomma come se, con un’azione insolita, scatenassi in me una serie di reazioni emotive dovute al fatto di non trovarmi nella zona conosciuta del mio mondo, “all’interno della mappa”. Quest’area, dove tutti noi ci troviamo più a nostro agio, viene appunto definita “Zona Grigia” o “Zona di Comfort”.

E’necessario, se si desidera migliorare la propria vita, decidere ogni tanto di “buttarsi”. Forse si può considerare uno stereotipo, ma spesso è abbastanza semplice uscire dai propri usuali canoni, senza correre rischi particolari. E’quello che io ho tentato di fare quando mi sono iscritto in palestra: non avendo mai fatto sport mi sono trovato in un iniziale stato di agitazione emotiva che mi ha portato, anche se non subito, a superare pian piano alcuni limiti che mi ero autoimposto. Prima mi vedevo come uno “sfigato” che non sarebbe mai riuscito a difendersi, mentre iniziando Kung Fu ho facilmente cambiato l’immagine di me stesso.

Il problema è che spesso ci rinchiudiamo in una zona dalla quale vorremmo uscire, ma le cui estremità diventano sempre più simili a pareti. Cerchiamo certezze, vogliamo serenità ma confondiamo questo con il ripetere sempre gli stessi errori: non possiamo crescere ed evolverci se non accettiamo di scontrarci con le nostre piccole paure, con alcuni “pericoli” e comunque delle variazioni delle nostre aree conosciute.

La vita, tra l’altro, sottopone a sorprese non volute le persone. Alcune, purtroppo inevitabili, sono comunque difficili da superare: lutti, gravi perdite economiche, separazioni, non sono mai una strada facile da affrontare, ma risultano ancora più dolorosi per chi si sia ciecamente rifiutato di abituarsi a una vita dinamica e abbia scelto di rivivere giorni sempre uguali. Le variazioni, quando inevitabili, sono affrontate in modo meno devastante se non ci si è chiusi prima in un’esistenza “monolitica”.

Da domani, quando per esempio andiamo a scuola, facciamolo cambiando strada. E’ovvio che non dobbiamo correre rischi inutili, che non è indispensabile affrontare sofferenze o pericoli senza motivo; conoscere però altre persone o costruire nuove esperienze è il mattone fondamentale per costruire un solido futuro.

Una risposta a “La Zona Grigia

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