Qualche breve riflessione per l’anno nuovo


“Caro amico ti scrivo” cantava Lucio Dalla nell’ormai classico “L’anno che verrà”. Ognuno,  tra un bicchiere di spumante e un piatto di lenticchie si è ritrovato a fare le sue riflessioni sullanno 2016 appena passato e il 2017 appena iniziato.

Ogni anno che viene è un’incognita per tutti, benché qualche complottista affermi che tutto sia già deciso e chi cicrede si rimetta alle decisioni dell’Inquilino del piano di sopra. Eppure la maggior parte della gente prende questo giorno come punto di riferimento per i piani, le speranze, le promesse e gli impegni. Finiscono sempre tutti dopo poco, come mai? 

Il problema vero è che capodanno è solo una convenzione: si potrebbe cominciare il cambiamento anche, per esempio, , il dodici di aprile (o magari anche questa data per qualche motivo è importante per voi? Il cambiamento non si può programmare, anzi non si deve. 

Prendete i vostri desideri più reconditi, quelli che vi portate dietro da una vita. Cominciare a meditare potrebbe essere un ottimo modo per consentire alla vita e ai desideri stessi di fluire. Da una parte impegnatevi con tutti voi stessi, agite, non perdete tempo! Dall’altra però non rifiutate il cambiamento, le sfide (e “sfighe”) perché sono queste che vi consentiranno di crescere, maturare spiritualmente  e di portare avanti i vostri sogni. 

Accade solo ciò che deve accadere…

Buon anno e che i vostri desideri si realizzino!

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