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I libri che hanno rappresentato qualcosa di importante nella mia vita.

Recensione – Ecocentrica


 

Ecocentrica, di Tessa Gelisio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tessa Gelisio è una famosa conduttrice e autrice televisiva che ormai è stata associata pian piano al mondo dell’ecologia e del mare, grazie alla presentazione di trasmissioni come “Pianeta Mare” e “Cotto e Mangiato”. Non tutti sanno che è anche presidente di presidente di  forPlanet Onlus,  associazione ambientalista. La sua ultima opera va a completare una serie prevalentemente basata sulle tematiche della cucina ecologica e del risparmio. Il libro è stato scritto a più mani in collaborazione con la naturalista Emanuela Busà e al biologo Edgardo Fiorillo.

Ho ricevuto con piacere il libro dalla Giunti Editrice, che si è gentilmente premurata di spedirmelo senza chiedere nulla in cambio se non un parere sul libro. Purtroppo dopo tanto (gli impegni mi hanno impedito di leggerlo con la velocità con cui avrei voluto) riesco  a scrivere una breve recensione sull’opera.

Il volume è contemporaneamente una sorta di diario di Tessa sui vari aspetti della vita nei quali il  suo peso sull’ambiente può dirsi determinante e una guida su come migliorare il nostro stesso approccio in merito: si va dai profumi ai saponi, dagli accessori comunemente indispensabili nella vita di tutti i giorni (lamette, spazzolini) fino agli elettrodomestici, vestiti. Per ognuno di questi l’autrice ci descrive, sempre in modo molto personale e sentito, le sue scelte in campo ambientale, e di come abbia pian piano modificato le sue abitudini per cercare di essere più “eco-compatibile”. Tessa ammette che in alcuni campi non ha fatto le scelte migliori: nel trucco è stata costretta a scegliere le soluzioni non ecologiche al 100% a causa della sua professione televisiva; non avendo una casa di proprietà non è riuscita ancora a mettere dei pannelli solari. E’lodevole, però, la sua sincerità e il non ergersi come insegnante in ogni campo.

Ogni capitolo è introdotto dal “diario di Tessa” che ci spiega come abbia introdotto la novità, e poi i due collaboratori spiegano nel dettaglio le motivazioni scientifiche di molte scelte. Sul vegetarianismo ho trovato sicuramente qualche incongruenza perché Tessa non è vegetariana ma consiglia comunque la strada del “non mangiare la carne”. Eppure l’idea è interessante perché comunque “se una scelta è giusta lo è”, nei suoi limiti.

Posso dire che il libro non è il primo sull’argomento che leggo; mi sembra comunque molto completo. Interessante la scelta di parlare sempre “al presente” perché sono presentati i prezzi alla pubblicazione del libro e non si esclude che nel futuro ci possano essere soluzioni migliori (utile il consiglio di controllare sempre su internet l’aggiornamento delle informazioni tecniche).

Il libro è inoltre molto preciso e dettagliato, anche se a mio avviso non può essere onnicomprensivo: per fare un esempio non viene preso in considerazione l’uso della stevia nei dolcificanti che  è sicuramente assai interessante nella sua potenzialità.

L’economico prezzo di 12,90€ rende questo volume consigliabile, pertanto fate un salto in libreria e dategli un’occhiata!

Recensione: Reality Transurfing – Lo spazio delle varianti


Transurfing - Lo spazio delle varianti

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? (Morpheus)

Prima o poi capirai, come ho fatto anch’io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo. (Morpheus)

Questo libro un po’ mi ha cambiato la vita. L’autore, Vadim Zeland, un misterioso informatico venuto dalla Russia, ha ideato un sistema filosofico che è un po’ a metà tra fisica quantistica e Buddhismo Zen.

Il nostro mondo è reale? In realtà sì, ma dipende da cosa consideriamo come “nostro mondo”. Se il mondo fosse bello o brutto in assoluto lo sarebbe per tutti, giusto? Invece come mai ci sono persone felici e altre davvero disperate? Semplicemente perché viviamo nel cosiddetto “spazio delle varianti”, ovvero una sorta di reticolo spazio-temporale che rappresenta la possibile e infinita varietà di realtà esistenti. Ognuno si collega a una realtà, bella e brutta che sia, e gli eventi non sono da noi creati ma dipendono da come ci spostiamo nel loro flusso.

L’autore ci spiega che in realtà noi siamo spesso dipendenti dai Pendoli, entità mentali create dall’uomo che pian piano diventano autoconsistenti e catturano le persone nel loro flusso. Così la guerra esiste perché siamo catturati dal pendolo guerra, lo stesso per la povertà e le malattie globali.

Cosa possiamo fare per combatterli e spostarci sulla giusta linea di realtà? Dobbiamo scivolare, senza resistere e sforzarci perché rischieremmo di creare degli strappi e potenziale (simile a quello elettrico) essendo ancora più invischiati nei Pendoli.

Così si muove il bellissimo primo libro della lunga serie sul Reality Transurfing di questo misterioso autore, che ci spinge a una vita di non resistenza simile alla filosofia alla base dell’Aikido. Questo perché non siamo necessariamente destinati a una vita di fatiche e infelicità ma possiamo scivolare tranquillamente nella realtà godendoci ciò che di buono ci spetta.

Cultura e intelligenza


culturaCultura e intelligenza sono la stessa cosa, in qualche modo corrispondono? O divergono profondamente? Non sono in grado di rispondere a una simile domanda, ma credo sia importante fare alcune considerazioni sull’argomento.

Intanto, come si può definire la parola cultura? Sicuramente esistono varie sfumature: cultura teorica e pratica sono aspetti estremamente diversi ma non per questo incompatibili. Imparare qualcosa che possa servirci nella vita di tutti i giorni non è da considerarsi inferiore rispetto alle scienze puramente “accademiche” per il suo valore intrinseco, anche se forse non tutti saranno dello stesso avviso. Allo stesso tempo il concetto che vorrei approfondire è legato alla relazione inversa: la cultura teorica a mio avviso può essere assolutamente utile, anche se di per sé non utilizzabile nella vita, a sviluppare le facoltà di comprensione del mondo, la sensibilità a certi discorsi che normalmente non sarebbero immediatamente raggiungibili con la logica “pratica”. Leggendo Dante, Schopenhauer, Nietzsche possiamo ampliare a mio avviso (o almeno a me sta succedendo questo) le nostre capacità di comprensione delle persone, delle cose e dell’Universo in senso lato.

Importante da dire, anche se forse per i più considerazione banale: non limito la cultura al libro: musica, cinema, teatro, pittura, fotografie, televisione di qualità sono importantissime forme di cultura. Cultura è espressione, cultura è partecipazione, parafrasando molto alla larga il testo di una canzone.

A mio avviso non è tanto la conoscenza che sviluppa l’intelligenza: essa nasce soprattutto in base alle capacità del soggetto pensante di utilizzare in modo capillare le informazioni ottenute per analizzarne di nuove, e quindi per sviluppare una coscienza critica. Ecco la relazione cultura-intelligenza. Io sto cercando di applicarla in questo senso, anche se ovviamente ci vorrà tempo!

Spero che queste considerazioni siano state gradite! A presto!

The Secret – Il segreto della Legge di Attrazione


The Secret - Il SegretoCi sono segreti nascosti nella storia, di appannaggio soltanto delle personalità più particolari, delle persone di successo o di coloro che in qualche modo si sono distinti dalla massa. Studiando le modalità di approccio alla vita di queste persone è possibile attirare fama, successo, felicità. Questa è la premessa di Rhonda Byrne, autrice del best-seller The Secret, in italiano Il Segreto, un libro che assieme all’omonimo film ha rivisto in modo un po’ New-Age l’approccio dell’uomo alla ricerca della felicità.

Le personalità che hanno concorso alla stesura della sceneggiatura del film e che hanno partecipato con numerosi interventi nel libro ci descrivono il modo più facile per arrivare a ciò che vogliamo: desiderarlo. La Legge d’Attrazione, infatti, premia chi desidera con tutte le sue forze qualcosa. E’ovvio che volere non significa semplicemente interessarsi a qualcosa, ma desiderarlo davvero. Per farlo dobbiamo dedicare tutta la nostra vita all’obiettivo, visualizzando, immaginandolo e vivendo i nostri giorni come se avessimo già tra le mani l’oggetto del nostro desiderio. Vogliamo una casa? Riempiamoci la scrivania di fotografie della villa dei nostri desideri; desideriamo una macchina? ricerchiamo su internet informazioni, immaginiamo di guidarla, dedichiamo ogni nostra azione al raggiungimento del nostro desiderio, e pensiamo come se già la possedessimo!

Qual è la base di questo modo di pensare? Un modo effettivamente privo di scientificità, ma comunque a mio avviso pieno di interessanti prospettive. L’Universo realizza, come il famoso Genio della Lampada di Aladino, ogni desiderio, che esso sia positivo o negativo. La Legge di Attrazione semplicemente afferma che noi attraiamo ciò che vogliamo. Pensiamo in continuazione al male, alla sfortuna? saremo sfortunati. Siamo invece positivi e pieni di vita? L’universo ci restituirà ciò che noi gli diamo, ovvero positività e amore verso noi stessi.

Soprattutto, cominciamo a ragionare in positivo, questo è il suggerimento dell’autrice: usare le proprie forze per dire “non voglio malattie” materializzerà proprio le patologie a cui pensiamo, poiché la mente non conosce negativi. Invece concentrandoci sulla salute e abbondanza attireremo proprio queste. Bisogna avere assolutamente tanta pazienza, perché l’Universo non è affatto veloce a rispondere! E, soprattutto, bisogna agire, non aspettare, perché il risultato è la conseguenza delle nostre azioni, non un regalo! Ce lo spiega questo bel video.

Ora , non voglio affermare che credo ciecamente in un concetto che soprattutto ho semplificato all’estremo. Non c’è nulla di scientifico e dimostrabile in un percorso del genere che comprende numerosi ostacoli come poca motivazione e convinzione, pigrizia e così via. Non deve essere un altro motivo di aspettare, anzi deve diventare una spinta per uscire dal nostro immobilismo.

Quindi cerchiamo di essere ricettivi nei confronti dell’esterno, non chiudiamoci in noi stessi e soprattutto proviamo ad agire, aiutando gli altri ma per primi noi stessi!

 

Ora è possibile scaricare l’e-book di “Frammenti”, la mia raccolta!


Frammenti - Black Swan

Beh avevo già scritto nella relativa pagina che era uscito il mio libro in versione cartacea.

Ora che ho però scoperto un fantastico nuovo servizio, “Pay with a tweet”, ho deciso di lasciarlo scaricabile gratuitamente. In questo modo spero di offrirmi il mio lavoro e farmi un po’ di pubblicità.

In pratica potete scaricare gratuitamente il libro e in cambio, clickando su questo link , il sito tweeterà un messaggio che riporta il libro. Facile, no?

Ovviamente se vi piace l’e-book potete sempre pubblicizzarlo ai vostri amici o acquistarne una copia cartacea!

Recensione – La mia vita a impatto zero


La mia vita a impatto zero, di Paola Maugeri

Cari amici, è con grandissima soddisfazione che annuncio di aver finito il bellissimo libro di Paola Maugeri, “La mia vita a impatto zero”, naturale completamento dell’omonima trasmissione.

Paola, famosissima VJ di origine catanese trasferitasi da parecchi anni a Milano, ci descrive come da un certo punto in poi abbia deciso di abbandonare buona parte delle comodità che il suo tenore di vita le consentiva. Questo per cercare, come suggerisce il titolo, di affrontare una vita con il minor impatto possibile sull’ambiente. Può una mamma piena di impegni e sempre in movimento come Paola riuscire in un obiettivo tanto ambizioso?

Paola Maugeri

Paola Maugeri, l’autrice

In effetti ciò che l’autrice descrive come impatto zero è il lavoro di “introspezione e repulisti” che lei ha fatto rispetto agli elementi della sua vita personale. Se prima Paola Maugeri era una donna dipendente da determinati tipi di relazione, da un’affettività legata agli oggetti materiali,  a un certo punto della sua vita fa i conti con il proprio passato tracciando una vera e propria linea di demarcazione.

Ciò che avviene è una trasformazione nelle proprie abitudini: dal cominciare a usare la bicicletta al posto dell’automobile (dove possibile: talvolta diventa troppo rischioso!) al rinunciare alla lavatrice trasformando il lavaggio nella vasca “con i piedi” in un fantastico gioco con Timo, suo figlio; dal riciclare la quasi totalità degli imballaggi (cercando, tra l’altro, di comprare prodotti che ne siano privi) all’acquistare soltanto frutta e verdura di stagione e a km zero (il fatto di essere vegetariana da tempo avvantaggia l’autrice, bisogna dire!). Tra l’altro ogni capitolo è completato da una o due ricette vegan che ci mostrano come anche togliere la carne dalla propria tavola non significa abbandonare il piacere di mangiare!

Non sono tanto le azioni che Paola descrive a essere notevoli, quanto la trasformazione mentale che ha attuato in un lasso di tempo molto breve e che le ha consentito di vivere senza rinunce. Perfino staccare completamente la corrente diventa qualcosa di indescrivibilmente positivo perché permette di riscoprire. Si riscoprono antiche abitudini ormai dimenticate, si riattivano i rapporti di buon vicinato e di affetto familiare, si riprendono in mano antichi rituali ormai abbandonati, che il bieco consumismo ha lasciato in una parte dimenticata dell’inconscio collettivo.

Ma quello che rende speciale e piacevolissimo da leggere “La mia vita a impatto zero” non è tanto la serie di consigli pratici che tra l’altro potrebbero da soli valere l’acquisto del volume. Ciò che mi ha profondamente colpito è il fatto che Paola Maugeri scende sempre più nella sua vita personale, ci offre il racconto commovente di ciò che sua madre, morta quando lei era ragazza, le ha insegnato e che riscopre nella sua nuova vita; ci descrive  il rapporto recuperato con suo padre che passa da “estraneo” a guida fondamentale nella sua esistenza.

Paola e Timo

Paola e suo figlio Timo

Ammetto che l’avevo preso come guida all’ecologia, cercando qualche suggerimento pratico (anche se effettivamente non era il primo libro del genere che leggevo). Eppure mi sono commosso in più passaggi, mi sono immedesimato tantissimo, divertito ancora di più. Il libro mi ha fatto venire una gran voglia di provare, cosa che una mera lista non avrebbe saputo fare.

Perciò lo consiglio pienamente, e spero che tutti voi vi alzerete subito dalla sedia e andrete a comprarlo!

Recensione – Io non mi lamento!


Io non mi lamento!

Io non mi lamento” è un libro che ogni persona dovrebbe leggere, e un metodo che si dovrebbe insegnare anche a scuola!

Tendenzialmente quando si presenta un problema, soprattutto se insignificante, spesso la prima cosa che si fa è lamentarsi, tanto che alcune persone sviluppano quella che io chiamo “l’arte del lamento”: tendere a passare buona parte delle proprie giornate piagniucolando, senza fare nulla per risolvere i problemi. Talvolta questo diventa una situazione talmente consolidata che alcune persone si “ammalano” di questa abitudine e la rendono parte integrante della propria vita.

Ci si lamenta di qualsiasi cosa: del lavoro, della propria relazione, dei risultati scolastici, delle persone che si hanno intorno. E nel momento in cui ci viene chiesto “ma hai fatto qualcosa per risolvere la situazione?” il nostro cervello si attiva febbrilmente a cercare una scusa, e via a lamentarsi anche di chi ci ha posto la domanda!

Se fate parte di questa categoria (io spesso mi ci riconosco, soprattutto in questo periodo) allora vi suggerisco la lettura di questo interessantissimo libro che definirei “rivoluzionario sistema di vita”.

Will Bowen, reverendo americano, negli anni ha ricevuto costantemente le lamentele dei suoi parrocchiani. Un giorno ha così deciso di combattere l’abitudine al lamento, origine di così tanta energia negativa da costringere suoi autori in una assenza totale di evoluzione. Per fare ciò ha introdotto il braccialetto del “Complaint Free World“.

Il braccialetto di "Io non mi lamento!"

Chi indossa il braccialetto allegato al libro (ma anche un qualsiasi elastico colorato va altrettanto bene) si impegna a non lamentarsi per 28 giorni. Sembra facile, invece è una sfida! Ogni volta che ci si lamenta, si deve cambiare posizione al braccialetto dal braccio sinistro o viceversa… e si ricominciano i 28 giorni!

Vi assicuro che ho provato: diventa sempre più complesso ogni giorno evitare di lamentarsi da quando ci si alza a quando si va a dormire. Eppure la tecnica è un favoloso modo di ricordare quante possibilità di agire sprechiamo quotidianamente. “Hai rinunciato a un’ottima occasione di stare zitto!” ci viene detto spesso, ed è la sacrosanta verità. Non lamentandoci e tacendo, infatti, abbiamo modo di trovare una soluzione e di agire per risolvere i problemi. Non ci piace il nostro lavoro… modifichiamone le condizioni oppure cambiamo lavoro! Non riusciamo ad avere un rapporto con certe persone… siamo sicuri che sia colpa dell’altro e non in realtà la nostra? Insomma, lamentarsi è sempre un enorme spreco di energia, e l’autore lo dimostra con una serie di aneddoti uno migliore dell’altro.

In conclusione, consiglio a chiunque di comprare questo libro, leggerlo e regalarne una copia a tutti quelli che lo circondano e apportano emotività negativa. Soprattutto facciamo partire da oggi il proprio periodo di 28 giorni senza lamentarci… che magari sarà soltanto l’inizio della nostra nuova vita!