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Chi è riuscito a cambiare il mondo

I pionieri dell’Informatica. Alan Turing


Alan Turing

Alan Turing

L’assetto del mondo forse sarebbe stato un po’diverso se non fosse nato Alan Turing, matematico, logico, esperto di crittografia britannico di cui viene celebrato il centenario della nascita proprio oggi.

Turing ha rappresentato, tramite la sua Macchina di Turing il motore fondamentale per le intelligenze artificiali, oggi ancora in pieno sviluppo (tanto che su Blade Runner viene citato il “Test di Turing” per determinare se un individuo possa essere umano o artificiale). Inoltre durante la seconda guerra mondiale portò elementi fondamentali per tradurre i messaggi cifrati di Enigma, la macchina crittatrice della Germania Nazista.

La Macchina Enigma

La Macchina Enigma

 

I riconoscimenti non arrivarono per il matematico a causa del divieto di diffondere le informazioni imposto dal governo britannico. Turing proseguì i suoi studi anche cercando di scoprire relazioni tra i computer e la natura stessa. Fu fondamentale per l’invenzione del MADAM (Manchester Automatica Digital Machine). Era convinto (non a torto) che i computer nel 21° secolo avrebbero portato grandi cambiamenti nello stile di vita della popolazione. Ciò che però non riuscì a combattere con la sua conoscenza fu la stupidità umana: accusato di reato di omosessualità, subì la castrazione chimica che lo rese impotente. Alla fine, alla giovane età di 42 anni si suicidò tramite una mela avvelenata, simbolo che la Apple rese famoso nel suo logo.

Penso che dovremmo essere grati agli spiriti come quello di Turing che con la sua grande intelligenza e pensiero creativo hanno reso il mondo dei computer com’è adesso. E soprattutto, come membro dell’umanità, gli chiedo scusa della stupidità che ha reso la sua vita, seppur geniale, così infelice.

Margherita Hack compie 90 anni


Margherita Hack

Tanti auguri per i 90 anni di Margherita Hack, una splendida 90enne che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava, che ha sempre scelto di evitare i compromessi per non offendere la sua, la nostra Scienza, quella con la “S” maiuscola. Questa Donna, femminile, sportiva, geniale che, grazie all’Astronomia alla quale ha dedicato la vita, ha sempre guardato le stelle pur rimanendo con i piedi per terra, e che ha scelto di divulgare il sapere perché ha capito che esso è di tutti; questa scienziata che ogni volta che viene intervistata vuole arrivare al sodo, non perdere tempo anche se la trasmissione non è alla sua altezza; questa ex-atleta, che ancora oggi mostra una grandissima forma fisica per la sua età che deriva anche (e gli onnivori non possono negarlo) dalla sua alimentazione vegetariana sin dalla nascita.

Auguri, Professoressa Hack!

I Pionieri dell’Informatica. Charles Babbage


Sono un informatico. Ed essere un informatico significa combattere ogni giorno con la routine ma anche cercare di far emergere in qualche modo la creatività che si ha dentro. E a qualcuno devi il modo in cui stai esprimendo tale creatività, ovvero programmando un computer. Stai piegando una cosa (ma siamo sicuri che sia solo questo) a obbedire ai tuoi ordini.

Lo stai programmando.

Effettivamente non si piega molto facilmente, come sanno tutti quelli che fanno il mio mestiere. Ma questa è un’altra storia. Anche se per quelli come me è più facile scrivere una servlet in Java che programmare il carico di una lavatrice.

Eppure, come dicevo, a qualcuno devi gratitudine. Anche un po’di rancore quando fai tardi in ufficio per terminare il tuo programma. Ma sopratutto gratitudine.

Così un giorno, quando proprio non ce la facevo più a combattere con i compilatori, ho stampato le immagini dei pionieri della mia arte, l’Informatica. Poi le ho appese accanto alla mia scrivania. Qualcuno mi ha dato del folle, ma io amo ricordare così i Precursori.

Charles Babbage

Charles Babbage

Charles Babbage

Londra, 26 dicembre 1791 – Ivi, 18 ottobre 1871
Fu l’inventore della prima “macchina analitica”, figlia della sua prima “macchina differenziale” e colui che dimostrò che il computer nasce dal bisogno di eliminare la ripetitività (e allora perché alcuni programmatori infarciscono il codice di copia-incolla?)

La sua macchina era composta da due parti: una propriamente calcolatrice (mill) e una sorta di “RAM”  (lo store) che conteneva tutti i risultati, parziali e finali, dei calcoli. Era ma avrei dovuto dire “sarebbe”: la macchina del Difference Engine infatti fu soltanto un modello, mai realizzato in vita dal suo ideatore. Questo a causa delle difficoltà propriamente meccaniche: la macchina era formata da meccanismi alimetati a motore, sarebbe stata lunga più di 30 metri e avrebbe preso in ingresso (input) delle schede perforate, restituendone altre. Un metodo che in parte era già stato utilizzato dai telai. E suo “nonno” era il classico automa del 18° secolo.

Babbage morì senza poter mai costruire la sua macchina, bocciata nel 1878 dal Comitato della British Association for the Advancement of Science.

Un prototipo fu poi costruito da Georg e Edvard Scheutz, padre e figlio, mentre nel 199o addirittura fu costruita una macchina con i mezzi che avrebbe avuto il suo ideatore.

La Difference Engine sarebbe potuta esistere davvero.

Tra l’altro Ada Lovelace, considerata da molti la prima programmatrice della storia, scrisse dei programmi per questa favolosa macchina. Ma questo… nella prossima puntata.