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La salute è tutto


Ragazza con la febbreSi corre ogni giorno al lavoro, si inseguono mille obiettivi. Ci si arrabbia con il vicino perché fa rumore la mattina presto. Si inveisce contro l’automobilista che passa prima di noi, si perde tempo in mille attività inutili. Ci sono cose che consideriamo primarie: denaro, successo, fama. Ci sono sentimenti, anche puramente negativi, che anteponiamo ad altri molto più semplici; percorsi densi di difficoltà. Eppure non pensiamo che siamo esseri umani il cui fisico è talmente delicato che da un momento all’altro possiamo sparire. O possiamo perdere le persone che abbiamo vicine senza nemmeno accorgerci del motivo.

Ho imparato a pensare che non possa esistere alcuna cosa che valga la pena di avere più della salute propria e delle persone a cui vogliamo bene. Si può provare profonda frustrazione e insoddisfazione, ma non ci si deve mai concentrare su altro che sull’abbracciare la propria famiglia o i propri amici quando stanno bene e aiutarli quando sono malati, godendo di ogni attimo felice.

Tutto questo va inseguito tramite una corretta alimentazione e attività fisica, ma anche cercando di allontanare da sé i sentimenti negativi, le ansie immotivate e le battaglie inutili. Perché la salute, alla fine, è tutto.

Chirurgia plastica: pro e contro


Un seno e la chirurgia plastica

Difficile ormai, viste le capacità dei chirurghi estetici, distinguere un corpo “ritoccato” dal bisturi rispetto a uno naturale, privo di modifiche. Ormai le operazioni sono alla portata di quasi tutti: per poche migliaia di euro è possibile ingrandire un seno, modificare la forma di un naso, eliminare rughe e “zampe di gallina”. Ma siamo sicuri che sia giusto? Secondo me non è facile rispondere a una domanda del genere, perché la tematica è molto complessa.

Spesso chi si guarda allo specchio se non è davvero fortunato scopre delle imperfezioni. Possono essere piccole, come delle labbra irregolari, o grandi, come un naso molto storto o orecchie davvero prominenti. Le casistiche sono infinite, come infiniti i volti e i corpi umani, e questo è un bene. Talvolta l’intervento di chirurgia plastica è diretto a curare caratteristiche menomanti come un labbro leporino, mentre altre volte si vuole modificare una persona nella norma al fine di migliorarla.

Naso grande

I quesiti importanti, a mio avviso sono due. Per prima cosa è difficile capire quando modificare il corpo significa risolvere un vero e proprio problema e quando si tenta di soddisfare un capriccio. E’chiaro che avere un naso che rovina completamente il proprio profilo, magari molto irregolare e che si nota troppo facilmente, oppure un seno totalmente diverso dall’altro possono provocare difficoltà nella propria vita sociale. Ma non è la caratteristica anatomica, a mio avviso, che scatena il problema quanto piuttosto la visione che si ha di se stessi. Se ci vediamo brutti non riusciamo ad accettarci per come siamo; se dopo un percorso di autoanalisi riusciamo a capire che quel dettaglio ha causato per gran parte del nostro passato un peggioramento della nostra vita forse è il momento di farsi domande più profonde e arrivare ad accettare che il bisturi può essere una soluzione. A mio avviso però tale percorso deve essere lungo, ponderato e soprattutto deve essere condiviso con i propri amici e le persone più vicine.

Michael Jackson

Esistono limiti che comunque non si dovrebbero mai superare: ci sono persone che tendono a considerare la chirurgia plastica in un modo per non invecchiare, al fine di evitare che il tempo non segua il proprio corso. Basta scorrere le liste dei personaggi di Hollywood per trovare diversi attori che hanno fatto di questo mezzo qualcosa di irrinunciabile, tanto da voler assomigliare a un trentenne anche se si sono superati i 60 da un pezzo. E’chiaro che ciò, oltre a essere impossibile, sottopone il proprio corpo a un forte stress;  diventa inoltre sempre più difficile smettere  di farlo perché a ogni segnale di invecchiamento la mente decide di intervenire subito. E’una sorta di àncora di salvezza, un modo per sentirsi sicuri che va oltre la mera considerazione dell’aspetto fisico. “Una sigaretta, soltanto un’altra ancora!”

Seno Mastoplastica additiva

Tutto dipende dall’immagine che abbiamo di noi. Se ci sentiamo giovani, tendiamo a volerlo restare, alcuni a ogni costo. Talvolta, però, sono le giovani vite a essere sconvolte dalla chirurgia: ci sono casi come questa giovane mamma di 18 anni che ha deciso di spendere 13.000 dollari perché dopo la gravidanza non si riconosceva più. O come la figlia di 7 anni dell’inglese Sara Burge che quando avrà 16 (ora ne ha 7) potrà sottoporsi a una mastoplastica additiva e una liposuzione perché la mamma le ha già prenotate.

Tralasciando evidenti abomini come l’uomo gatto o la donna col seno più grande del mondo, ogni caso è a sé. A mio avviso ciò che ci fa sentire bene, si sarà capito dal tono dell’articolo, è qualcosa di positivo: se può farci sorridere guardarci con una luce nuova, ammirare il nostro fisico migliorato, allora si può prendere in seria considerazione. Se però è qualcosa che è possibile ottenere anche con un grande sforzo (ovvero se si può sostituire qualche mese in palestra a un intervento di liposuzione) e soprattutto se l’intervento diventa il primo di una serie inarrestabile, allora è necessario considerare seriamente i limiti della chirurgia. La bellezza del corpo deve essere qualcosa di equilibrato, e non un fine da raggiungere a ogni costo.