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Il mondo dei vegetariani: come, quando e perché (con ricette buonissime!)

Antispecismo, Antirazzismo, Antisessismo


No al razzismo

Qual  è la base di qualsiasi “ismo”? A mio avviso due peculiarità dell’essere umano, che tra poco vedremo.

Caratteristica profondamente umana e insita nella natura dell’uomo è certamente l’empatia, ovvero la capacità di interiorizzare i sentimenti, di condividere pensieri e nello specifico la sofferenza, e di avvicinarsi al prossimo fino quasi ad anticiparne le sensazioni.  Gli animalisti e soprattutto i vegetariani, ovvero coloro i quali si rifiutano di nutrirsi di animali, sviluppano un certo grado di empatia che li avvicina al mondo animale e li rende in grado di comprendere che un animale soffre perché dotato di istinti e sensi simili a quelli dell’animale uomo. A mio avviso le caratteristiche imprescindibili da chi professa questo tipo di etica sono fondamentalmente basate sul rapporto con il prossimo. Non si tratta di ignorare le differenze: erigere delle barriere significa esaltare esageratamente la differenza tra specie creando lo specismo, tra razze, creando il razzismo, o tra sessi, creando il sessismo.

Facciamo molta attenzione: non è ignorando le differenze che si può creare un rapporto paritario. Se trattiamo i nostri cani come esseri umani ignoreremo i segnali specifici che essi cercano di inviarci perché tenderemo sempre a considerarli persone. Cosa c’è di peggiore che umanizzare un cane o un gatto ledendo la loro dignità di specie? Lo stesso verso gli esseri umani: non è possibile ignorare le differenze tra razze che sicuramente saranno legate ad aspetti culturali e non fisici, e non è nemmeno utile uniformare uomini e donne che in parte hanno un modo diverso di sentire e manifestare ciò che provano.

Donna che piange

Si vivrebbe in maggiore armonia se si riuscisse a capire il bisogno degli altri esseri viventi, e ciò non porterebbe nemmeno alla seconda causa principale: l’odio.

Spesso si odia perché si interpreta il gesto del prossimo come minaccioso, distruttivo; altre volte per orgoglio o per vendetta; talvolta addirittura per difendere quello che si considera il prossimo si attacca il diverso. Si difende la propria nazione? si uccidono gli stranieri. Si difendono le donne? Si colpiscono gli uomini. Si difendono i diritti degli animali? Per farlo si attacca chi non la pensa come noi, dando dell’insensibile o addirittura partecipando a manifestazioni violente che portano a ferire gli esseri umani. La maggior risposta di chi non capisce l’amore verso gli animali è spesso “ci sono problemi ben più grandi, come la fame nel mondo, le guerre…”

Non è stato per me difficile capire che la mancanza di empatia e l’odio sono la radice di tutto il problema: non possiamo prescindere dall’amare gli esseri umani e aiutare gli altri se vogliamo salvare le foche in difficoltà, e non possiamo pensare che “tutti i maschi sono maiali” se subito dopo ci rechiamo a una manifestazione contro l’omofobia o la caccia.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”, recita un passo evangelico. Indipendentemente da chi sia il tuo prossimo.

Il mio nuovo acquisto: il Germogliatore!


Ieri alla ricerca dell’ultimo numero di AAM Terra Nuova, rivista sulle tematiche  di Agricoltura, Medicina e Ambiente Naturali che compro ogni mese, mi sono recato nel supermercato Piubio nella zona del Quadraro, a Roma. Mi è caduto l’occhio sullo scaffale delle sementi e, siccome sogno sempre di avere un orto, ho curiosato tra i vari pacchetti. Ho notato che una parte considerevole di questi era destinata a produrre i germogli, così mi sono chiesto se nel negozio avessero a disposizione uno strumento per farli germogliare; senza troppi problemi ho individuato un germogliatore in vendita.

La gentilissima e paziente commessa ha subito fugato ogni mio dubbio, così ho preso coraggio e, speranzoso di espandere la mia alimentazione, ho comprato l’attrezzo assieme a un pacchettino di semi di lino. Ecco le foto in anteprima della mia esperienza, anche se per ora non ho ottenuto risultati!

Germogliatore

Germogliatore

Il germogliatore è formato da una serie di vaschette sovrapposte nelle quali saranno sistemati i semini (ovviamente non decorticati) che dovranno prima essere bagnati a dovere. L’acqua in eccesso scivolerà nelle fessure che ogni vaschetta presenta, in modo da impedire che i semi marciscano perché troppo bagnati. Questi, messi preventivamente a bagno per una notte, dovranno essere lasciati per un primo periodo al buio e poi, quando svilupperanno i primi germogli, esposti alla luce solare che li farà crescere e maturare fino al punto in cui potranno essere mangiati.

Semi nel germogliatore

I germogli, che purtroppo non ho ancora ottenuto (qui sopra potete vedere lo stato iniziale del mio “raccolto” sono molto nutrienti perché le reazioni che portano alla loro crescita consentono di sviluppare grandi quantità di proteine e vitamine oltre a grassi benefici (es. omega3 come nel caso dei miei semi di lino). Il costo dei semi è abbastanza contenuto (dopo l’investimento iniziale del Germogliatore che nel mio caso è un po’ più alto perché a quattro piani); esistono però altri tipi di germogliatori più economici perché il principio fisico su cui si basano è semplice. Potrebbe anche bastare un semplice vasetto di vetro con una retìna o una garza.

Semi per germogliatore

Semi per germogliatore

Ho deciso di sperimentare la germogliazione incuriosito dai numerosi siti di crudismo come ad esempio il blog di Sara Miss Vanilla. E’emozionante seguire l’evoluzione della vita, di come l’acqua e il sole rendono un seme inerte qualcosa di vitale; comunque aspetto di avere sotto mano i germogli per sperimentare un nuovo tipo di alimentazione! Vi renderò partecipi del mio percorso postando le foto appena otterrò qualche risultato. Stay tuned!

Margherita Hack compie 90 anni


Margherita Hack

Tanti auguri per i 90 anni di Margherita Hack, una splendida 90enne che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava, che ha sempre scelto di evitare i compromessi per non offendere la sua, la nostra Scienza, quella con la “S” maiuscola. Questa Donna, femminile, sportiva, geniale che, grazie all’Astronomia alla quale ha dedicato la vita, ha sempre guardato le stelle pur rimanendo con i piedi per terra, e che ha scelto di divulgare il sapere perché ha capito che esso è di tutti; questa scienziata che ogni volta che viene intervistata vuole arrivare al sodo, non perdere tempo anche se la trasmissione non è alla sua altezza; questa ex-atleta, che ancora oggi mostra una grandissima forma fisica per la sua età che deriva anche (e gli onnivori non possono negarlo) dalla sua alimentazione vegetariana sin dalla nascita.

Auguri, Professoressa Hack!

Agnello di Dio


Agnello

Vorrei raccontare un episodio vissuto l’anno scorso proprio in questo periodo. Stavo camminando tranquillamente nel Parco degli Acquedotti (per chi non è di Roma, si trova tra l’Appia e la Tuscolana, ed è un grande polmone verde nel grigio cittadino della Capitale), quando mi trovai vicino a un gregge di pecore rinchiuso in un recinto. Una delle femmine, visibilmente incinta, si fermò e da dietro si vide cadere qualcosa a terra. Era appena nato un piccolo agnellino.

Ciò che mi colpì, a parte il fatto, in quanto cittadino, di non essere stato molte volte testimone della nascita di esseri viventi, fu che questo piccolino, di appena pochi minuti, già combatteva con la vita. Con un estremo sforzo alzando una zampetta alla volta, si mise in piedi e seppur barcollante andò verso sua madre che lo ripulì dei resti del sacco amniotico.

Proprio mentre gioivo, dentro di me, di questa splendida e tenera manifestazione di vita, un uomo di cui nemmeno mi ero accorto fino a un istante prima afferò in un solo gesto le zampette dell’agnellino e quasi strusciandolo per terra lo portò via. La madre, belando di disperazione, non poté far altro che seguirlo, fino a che lui non ebbe portato suo figlio nel capannone.

A parte immaginare che un gesto tanto duro sia ordinario per ogni nascita tra gli ovini allevati, ho comunque provato un tuffo al cuore nel vedere come l’umanità riesca a introdursi in una manifestazione di spontaneità quali sono la  nascita di un piccolo e l’amore della madre nei suoi confronti. Inoltre quel tenero agnellino che speranza di vita aveva nel periodo appena precedente alla Pasqua?

Avevo già deciso da tempo di non includere nella dieta questi cuccioli (in quanto vegetariano, in realtà, non mangio carne né a Pasqua né in qualsiasi altro giorno dell’anno) ma questo episodio ha confermato ancora una volta la mia scelta.

L’Agnello di Dio avrebbe scelto di sacrificare per la sua festa milioni di cuccioli ogni anno? Io ne dubito, ma lascio a voi la scelta di cosa portare a tavola quest’anno per la Santa Pasqua.

Ricettari Vegetariani


Su suggerimento di Sabrina, che mi chiedeva quali fossero i miei ricettari vegetariani preferiti, li presento qui sul mio blog. Spero siano utili anche a voi!

Il Cucchiaio Verde (La Bibbia della Cucina Vegetariana) esiste in vari formati (dal pesante tomo al tascabile), ma tutti quanti rappresentano, come suggerisce il titolo, un libro che non può mancare nelle librerie dei vegetariani. Dopo una lunga introduzione alle caratteristiche nutrizionali dei vari alimenti, il libro presenta più di 700 ricette che vanno dalle tradizionali a quelle un po’ più particolari, organizzate rispetto all’ingrediente di base (riso, grano, verdure, legumi, etc.). Il libro comprende anche ricette latto-ovo-vegetariane.

La Cucina Etica è sicuramente uno dei più completi ricettari Vegan (quindi niente ricette latto-ovo-vegetariane!). Comprende moltissime ricette divise per tipologia (minestre, secondi, insalate…) e molto interessante si dimostra la sezione specifica sul Muscolo di Granoprodotto di natura vegetale molto saporito e flessibile, che si presta facilmente a sostituire gli ingredienti animali   (arrosto, bresaola, salumi). Della stessa serie di questo libro fanno parte La Cucina Diet-Etica (con introduzione della Dottoressa Luciana Baroni, autrice dell’interessante VegPyramid) ovvero una raccolta di ricette poco caloriche (le informazioni nutrizionali sono riportate in ogni pagina) e La Cucina Etica Facile adatto a chi abbia poco tempo (per chi lavora o per i singles) e si ritrovi comunque a voler cucinare un buon piatto di verdure senza limitarsi a insalatoni o patate al vapore.

La Cucina Etica Regionale pur facendo parte della stessa collana dei precedenti l’ho messo a parte perché riconosco grandissimo sforzo dell’autrice nel rielaborare le ricette italiane in versione Vegan. Dal risotto allo zafferano alla bagna cauda, dai canederli agli arrosti in versione vegetale secondo me è un libro indispensabile a chi ama la cucina di tradizione italiana ma non voglia rinunciarvi soltanto perché alcuni ingredienti sono di natura animale. Le ricette, tutte vegan, sono divise per regione.

Il Libro di Cucina per gli amici degli animali è un interessante (e visivamente molto intrigante visto che è a colori) libro con copertina cartonata che riporta molte ricette per ingrediente. Di ognuno di questi è esaltata la vitalità e la dignità nella Natura.

La Cucina degli Elfi stupisce positivamente per la grandissima quantità di ricette che segue una interessante introduzione sui modi di cucinare alimenti vegetali senza rovinare le sostanze nutritive. In due edizioni, una più grande (e costosa) e una economica (io ho preferito questa), le ricette sono anche latto-ovo-vegetariane.

Cucina Vegetariana dal Sud Del Mondo è adatto soprattutto agli amanti della cucina etnica e dei sapori forti. Questo piccolo volume riporta una buona quantità di ricette vegetariane dall’Asia e Sud-America ovviamente selezionate per la loro naturale assenza di carne. L’autrice, Marinella Correggia, è molto esperta dell’impatto ecologico degli alimenti e quindi ha anche avuto occhio per le ricette che richiedano meno risorse in questo senso. Lo suggerisco soprattutto a chi voglia osare di più in cucina!

Il Gusto della Gioia è uno dei miei preferiti. Scritto da una ragazza inglese che si è trasferita nella comunità Ananda nei pressi di Assisi, questa autrice ha cercato di trasmettere nel volume tutta la spiritualità presente nell’atto di nutrirsi. Dal preparare il cibo a mangiarlo assieme ai propri commensali, ogni singolo gesto avvicina al Divino. Sicuramente di impronta induista il volume, che non è per i motivi suddetti soltanto un ricettario, rappresenta comunque una validissima raccolta di ricette interessanti sia per chi si avvicini a questo genere di spiritualità, sia per chi voglia provare ricette di origine indiana. Lo consiglio vivamente.

Il Cuoco Leggero, sempre di Marinella Correggia, è un libretto molto economico (5 euro) che evidenzia la possibilità di utilizzare soltanto componenti che non abbiano una grande “impronta ecologica” ovvero non richiedano numerose risorse umane e ambientali. Ovviamente tutti  gli ingredienti sono vegan.

Solo Crudo è un ottimo testo di ricette crudiste, ovvero che non richiedano la cottura degli alimenti (è consentito al massimo essiccarli, sottoponendoli a temperature sotto i 40°, superando i quali si disattiverebbero molti principi nutritivi). Le ricette crudiste sono un inno alla fantasia, sicuramente originali, sane e divertenti. Precede il ricettario un’introduzione sulle modalità di preparazione di cibi crudi con utilissimi suggerimenti. Gli autori, Sara Cargnello e Stefano Momentè, sono grandi esperti e divulgatori dell’argomento.

Oggi Cucino Io Vegetariano è un altro volume interessante per la grande quantità di ricette, divise per difficoltà.

La raccolta di libri che ho esposto sono buona parte di quelli da me posseduti e testati in cucina. Ovviamente non è minimamente completa, ma penso possa essere un buon inizio!


Essere vegetariani – 2: Classificazione dei Vegetariani


Vegan Lasagna

Essere vegetariani è un po’ far parte di una categoria. Eppure questo penso sia sbagliato, perché fare categorie è un errore.

Eppure si è soliti distinguere i vegetariani in vari gruppi. E’un po’ limitante, ma può essere utile per capire alcune caratteristiche di questo regime alimentare. Escluderò da queste descrizioni tutti quelli che introducono in qualche modo animali morti nella loro dieta. Per me, per esempio, chi mangia pesce non è un vegetariano. Chi usa la pelle non è vegetariano. Chi maltratta gli animali, qualsiasi alimentazione segua, non è vegetariano.

Latto-Ovo-Vegetariani hanno eliminato carne e pesce dalla loro dieta. Oltre ai vegetali, però, questa comprende anche uova, latte e derivati. Ovviamente l’eliminazione della carne coincide nella maggioranza dei casi con il rifiuto della pelle/cuoio/seta e tutti prodotti che abbiano coinciso con la morte dell’animale.

Latto-Vegetariani hanno tolto, rispetto al gruppo precedente, le uova, considerate potenziali pulcini (inoltre i pulcini maschi delle ovaiole vengono uccisi perché ritenuti inutili). Restano così soltanto vegetali e latticini.

Gli Ovo-Vegetariani hanno eliminato dalla dieta del primo gruppo il latte, convinti che il latte vaccino sia un alimento destinato soltanto ai vitelli, i quali sono privati del loro nutrimento in favore degli esseri umani.

I Vegani (o Vegan) hanno deciso non solo di mangiare alimenti soltanto vegetali (quindi carne, pesce, latte, uova e latticini esclusi). I Vegani si nutrono soltanto di verdure, frutta, semi, insomma tutto quanto non richieda sfruttamento animale. Niente miele, perché le api subiscono violenza quando viene sottratto il loro frutto. Niente lana, perché significa sfruttamento dell’animale. Niente circhi, perché gli animali sono schiavi in funzione del nostro divertimento.

Crudisti si nutrono soltanto di alimenti crudi. Questo tipo di alimentazione ha anche una matrice salutistica: l’energia che viene dal cibo viene inattivata dalla cottura, secondo questa corrente, pertanto è dannoso cuocere i vegetali che vengono preparati al massimo con l’essiccazione (al sole o in appositi forni, l’importante è che non si superino i 40°. Frutta, verdure e semi sono quotidianamente ingeriti dai Crudisti, mentre si eliminano pasta, pane etc. perché richiedono la cottura. In questo modo gli enzimi attivi continuano ad agire anche dopo l’ingestione. Il crudista mangia cibo “vivo”, e predilige i germogli che contengono grande energia e sostanze nutritive.

I Fruttariani, infine, si nutrono soltanto di frutta o verdure che non abbiano richiesto la morte dell’organismo che ha generato l’alimento: un’insalata non va bene, un pomodoro sì poiché cresce sull’albero. Meglio ancora se il frutto non è stato prelevato con la violenza ma soltanto dopo una spontanea caduta.

Io per ora sono Latto-Ovo-Vegetariano, ma mi sto spostando verso il vegano. Trovo che non sia limitante: ogni tipo di alimentazione ha le sue nuove scoperte, poiché molti piatti sono ignorati completamente da chi crede di avere una dieta variegata. Tra le domande che si pongono ai vegetariani c’è “ma mangi solo insalata?” E spesso chi pone questa domanda non capisce che gli si potrebbe rispondere: “E tu, mangi soltanto cadaveri?”

Il sito di oggi – Veganblog


Veganblog

Oggi presenterò un sito che considero assolutamente imperdibile per chi abbia deciso di convertirsi al vegetarianesimo: Veganblog.

Questo blog contiene tantissime (non sono riuscito a contarle!) ricette vegan (ovvero senza nessun derivato animale). Le ricette sono postate dagli chef  vegani che hanno deciso di offrirci le loro prelibatezze. Il sito si è evoluto da semplice raccolta di ricette a vera e propria comunità virtuale: i cuochi commentano le ricette degli altri suggerendo eventualmente variazioni sul tema. Ogni pagina è corredata da fotografie a colori, spesso per ogni fase di preparazione (e a me, che sono un po’ impacciato in cucina, fa molto comodo!)

Le ricette sono organizzate per tipologia (ad es. gnocchi, crepes, primi di pasta…) o per contesto (Natale, Pasqua). Esiste anche la categoria delle ricette regionali, che offre alcune fantastiche rivisitazioni di ricette famose (voglio provare il Bagnet Piemontese Vegan prima o poi!)

Completa il tutto una serie di sezioni sull’etica, salute ed economia della scelta vegan. Ma soprattutto, a mio avviso, ciò che rende imperdibile questo sito è la simpatia e schiettezza dei veg*cuochi che raccontano sempre le motivazioni della loro scelta e ci invogliano ad affrontare una vita cruelty-free!