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Passare da vegetariano a vegan: quanto è difficile? 


Il percorso di ogni persona attenta ai diritti degli animali è legato alla propria sensibilità ed esperienza. Ci sono alcuni che tendono a trasmettere ad alcuni animali (ad esempio cani, gatti) il proprio affetto tanto da trattarli quasi come membri della famiglia; continuano però a nutrirsi di carne e derivati animali manifestando quello che viene comunemente definito “specismo”, distinzione tra differenti specie di animali da compagnia e legati all’alimentazione. 

Quello che viene definito da alcuni il passo successivo in un ideale percorso è il vegetarianismo: si smette di nutrirsi di carne e parti del corpo degli animali perché ci si rifiuta di rendere necessaria la loro morte per la propria vita. Si smettono anche di usare derivati diretti come grasso, gelatina fotografica e pelletteria perché sottoprodotti dell’uccisione dell’animale. La scelta è spesso brusca anche se effettivamente ponderata magari per un lungo periodo. 

Il gradino “successivo” della scala è il veganismo: si rinuncia a nutrirsi e utilizzare qualsiasi derivato dello sfruttamento animale come latte, uova, lana, miele. Il veganismo è una filosofia di vita a tutto tondo, che si occupa anche di quegli aspetti che gli onnivori (o carnisti, come li definiscono alcuni )  ignorerebbero o considererebbero ininfluenti: sperimentazione animale, allevamento, riproduzione del bestiame. 

Il mio viaggio in questo genere di alimentazione dura da quasi 10 anni ovvero da quel primo gennaio 2007 in cui ho deciso di diventare vegetariano rinunciando alla responsabilità della morte degli animali per mantenermi in vita. Sinceramente io, anche se effettivamente ho cercato di informarmi sulle nozioni dietetiche e di nutrizione e di mantenere la mia salute il più possibile, ho dato attenzione più all’aspetto etico che a quello salutista. 

Negli anni però mi sono reso conto che il passaggio da vegetariano a vegan si è rivelato molto più difficile del previsto. Perché? Vediamo qualche motivo. 

  • Nei bar e ristoranti è difficile trovare alternative prive di latte e latticini
  • Non è facile introdurre le proteine senza utilizzare prodotti animali 
  • In diversi prodotti industriali sono presenti derivati animali “nascosti”
  • Quando si viene ospitati da amici e parenti, questi spesso non sono pronti ad alternative vegane.

Mi rendo conto che la mia indecisione è stata pigrizia: negli anni avrei dovuto trovare soluzioni per riuscire a fare quello che si potrebbe definire “salto di qualità “. Vegetariano per alcuni è un po’una via fi mezzo, un ibrido inutile.

Ho deciso oradi passare presto a vegan perché ora mi sto pian piano organizzando a dovere. Qualche consiglio per chi volesse intraprendere lo stesso percorso.

  1. A mio avviso forse è più facile passare direttamente a vegan.
  2. Prepararsi e studiare è fondamentale : per i vegan le carenze in caso di disattenzione sono più facili 
  3. Preparate un piano d’azione e cucinate a casa monoporzioni, che potrete consumare invece di mangiare necessariamente fuori
  4. Potete orientarvi a marchi come VeganOk che garantiscono assenza di latte e uova
  5. Esistono alternative valide ai formaggi come “formaggi” veg, Mozzarisella
  6. Le uova possono essere sostituite in diversi modi.
  7. Avvisate amici e parenti e fate calire le vostre motivazioni. Sarà necessario perché essere vegetariano è incomprensibile ai molti, essere vegan ancor di più 

È sicuramente fattibile questa trasformazione ma bisogna armarsi di pazienza. Si sarà premiati dalla certezza che il proprio comportamento non avrà modo di danneggiare esseri senzienti e si ridurrà il proprio impatto sulle altre vite

(Photo by Elisa Paluan – https://m.flickr.com/#/photos/giocacola/3929131337/)

    Margherita Hack compie 90 anni


    Margherita Hack

    Tanti auguri per i 90 anni di Margherita Hack, una splendida 90enne che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava, che ha sempre scelto di evitare i compromessi per non offendere la sua, la nostra Scienza, quella con la “S” maiuscola. Questa Donna, femminile, sportiva, geniale che, grazie all’Astronomia alla quale ha dedicato la vita, ha sempre guardato le stelle pur rimanendo con i piedi per terra, e che ha scelto di divulgare il sapere perché ha capito che esso è di tutti; questa scienziata che ogni volta che viene intervistata vuole arrivare al sodo, non perdere tempo anche se la trasmissione non è alla sua altezza; questa ex-atleta, che ancora oggi mostra una grandissima forma fisica per la sua età che deriva anche (e gli onnivori non possono negarlo) dalla sua alimentazione vegetariana sin dalla nascita.

    Auguri, Professoressa Hack!