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Poison (Rita Ora) – perché mi ha colpito


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Lo ammetto: la prima volta che sono rimasto colpito da Rita Ora è stata quando ho visto il video della campagna pubblicitaria di Tezenis, dove il perfetto corpo della cantante inglese dalle origini kosovare era coperto solo da un intimo decisamente conturbante. Il video presenta, oltre alla sensuale danza di Rita illuminata da luci stroboscopiche, una colonna sonora basata su uno degli ultimi suoi successi, il singolo Poison:

Ho avuto così la curiosità di andarmi a vedere il video completo e originale della canzone. Non è stato difficile, trovandosi esso sul suo canale originale VEVO di Youtube:

Andando oltre la canzone, di cui non andrò a giudicare la qualità (confesso che spesso me la risento, il che è particolare visti i miei gusti musicali ben diversi rispetto a questo genere) scriverò in merito a ciò che mi ha colpito del video stesso e del testo della canzone.

Il video racconta la storia di una ragazza semplice, che passa la giornata con i suoi amici (in Italia diremmo la sua “comitiva”) parlando e ascoltando musica. La ragazza viene a sua insaputa fotografata da un losco individuo; quando uno dei suoi amici glielo fa notare (lei sembrerebbe intenzionata a cacciarlo con la forza)  il fotografo le lascia il suo nome scritto sulla mano. La ragazza lo raggiunge intenzionata a saperne di più, e si ritrova suo malgrado catapultata nel mondo della moda: inizialmente in modo assai goffo e poi sempre più a suo agio, diventa una fotomodella affermata in un crescendo di servizi fotografici, acconciature originali e feste.

Quando rincontra il suo amico, di lui si nota lo sguardo perso e stranito. Il fotografo gli allunga una banconota e lui se ne va sconvolto. Lei guarda il ragazzo e capisce che forse non appartiene a questo mondo così falso e dove la ricchezza non vale poi la sincerità.

A questo punto la morale sarebbe immaginabile: lei tornerà da lui e… vissero tutti felici e contenti? In realtà c’è un colpo di scena che spiegherò a fine dell’articolo. Per ora una veloce scorsa al testo della canzone, con relativa traduzione, tratto da SoundsBlog:

Rita Ora, Poison, Testo originale

[Verse 1]
I could have beer for breakfast, my sanity for lunch
Tryin’ to get over how bad I want you so much
Innocence for dinner, pour somethin’ in my cup
Anything and everything just to fill me up
But nothing ever gets me high like this

[Hook3]
I pick my poison and it’s you
Nothing can kill me like you do
You’re goin’ straight to my head
And I’m headin’ straight for the edge
I pick my poison and it’s you
I pick my poison and it’s you

[Verse 2]
I can feel your whisper and layin’ on the floor
I tried to stop, but I keep on comin’ back for more
I’m a lightweight and I know it
Cause after the first time I was fallin’, fallin’ down
But nothing ever gets me high like this

[Hook3]

[Bridge5]
I love bittersweet ecstasy that you got me in
Fallin’ deep, I can sleep tonight
And you make me feel like I’m out of my mind
But it’s alright, it’s alright, it’s alright

Bittersweet ecstasy that you got me in
Fallin’ deep, I can sleep tonight
And you make me feel like I’m out of my mind
But it’s alright, it’s alright, it’s alright
Nothing ever gets me high like this

[Hook3]

Rita Ora, Poison, Traduzione

Potrei avere birra per la prima colazione, la mia sanità mentale per pranzo
Cercando di smettere di pensare a quanto ti voglia intensamente
Innocenza per cena, verso qualcosa nella mia tazza
Nulla e tutto solo per riempirmi
Ma nulla mai mi fa andare su di giri come questo

Scelgo il mio veleno e sei tu
Nulla può uccidermi come fai tu
Vai dritto per la mia testa
E sto andando diretto verso il ciglio
Scelgo il mio veleno e sei tu
Scelgo il mio veleno e sei tu

Posso sentire il tuo sussurro e mi distendo sul pavimento
Ho cercato di fermarmi, ma io continuo a ritornare per avere di più
Sono una persona di poco valore e lo so
Perché dopo la prima volta sono crollata, crollata
Ma nulla mi sballare come questo

Amo l’estasi agrodolce che mi hai profuso
Scivolando profondamente, posso dormire stanotte
E tu mi fai sentire come se fossi fuori di testa
Ma va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene

Amo l’estasi agrodolce che mi hai profuso
Scivolando profondamente, posso dormire stanotte
E tu mi fai sentire come se fossi fuori di testa
Ma va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene
Nulla mi manda più su di giri di questo

Ho preso il mio veleno e sei tu
Nulla può uccidermi come fai tu
Vai dritto per la mia testa
E sto andando diretto verso il ciglio
Ho preso il mio veleno e sei tu
Ho preso il mio veleno e sei tu

Quanta gente sceglie per sé qualcosa che apparentemente è così “agrodolce” eppure è un veleno che la porta all’autodistruzione? A me sembra un modo di pensare estremamente comune, dato che conosco tantissime persone che si lamentano della propria situazione quasi non fosse derivante da scelte proprie mentre invece il “veleno” e la negatività non derivano da altre colpe che da quello che potrebbe essere un po’ di autolesionismo e forse masochismo. Sarà che il sadomasochismo è tornato di moda (vedi “50 sfumature di grigio”, dove tra l’altro Rita Ora recita una parte) ma sia uomini che donne sembrano voler passare le proprie giornate a soffrire, a lamentarsi e a farsi “tirar su” proprio da relazioni sbagliate.

Vogliamo vedere come va a finire?

La ragazza si pente, cerca il suo amico (probabilmente si è resa conto di essere innamorata di lui) e lo trova seminudo, durante un servizio fotografico che il biondo lascivo sta portando avanti. Lui si rende conto di aver sbagliato mentre lei scappa… sentendosi una stupida. Un finale amaro, ma forse inevitabile.

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Cultura e intelligenza


culturaCultura e intelligenza sono la stessa cosa, in qualche modo corrispondono? O divergono profondamente? Non sono in grado di rispondere a una simile domanda, ma credo sia importante fare alcune considerazioni sull’argomento.

Intanto, come si può definire la parola cultura? Sicuramente esistono varie sfumature: cultura teorica e pratica sono aspetti estremamente diversi ma non per questo incompatibili. Imparare qualcosa che possa servirci nella vita di tutti i giorni non è da considerarsi inferiore rispetto alle scienze puramente “accademiche” per il suo valore intrinseco, anche se forse non tutti saranno dello stesso avviso. Allo stesso tempo il concetto che vorrei approfondire è legato alla relazione inversa: la cultura teorica a mio avviso può essere assolutamente utile, anche se di per sé non utilizzabile nella vita, a sviluppare le facoltà di comprensione del mondo, la sensibilità a certi discorsi che normalmente non sarebbero immediatamente raggiungibili con la logica “pratica”. Leggendo Dante, Schopenhauer, Nietzsche possiamo ampliare a mio avviso (o almeno a me sta succedendo questo) le nostre capacità di comprensione delle persone, delle cose e dell’Universo in senso lato.

Importante da dire, anche se forse per i più considerazione banale: non limito la cultura al libro: musica, cinema, teatro, pittura, fotografie, televisione di qualità sono importantissime forme di cultura. Cultura è espressione, cultura è partecipazione, parafrasando molto alla larga il testo di una canzone.

A mio avviso non è tanto la conoscenza che sviluppa l’intelligenza: essa nasce soprattutto in base alle capacità del soggetto pensante di utilizzare in modo capillare le informazioni ottenute per analizzarne di nuove, e quindi per sviluppare una coscienza critica. Ecco la relazione cultura-intelligenza. Io sto cercando di applicarla in questo senso, anche se ovviamente ci vorrà tempo!

Spero che queste considerazioni siano state gradite! A presto!